Dirk Nowitzki, veterano dei Mavericks, è alla sua probabile ultima stagione in carriera. Per questo motivo, l’Nba lo sta riempiendo di numerosi omaggi, come dimostra anche la sua partecipazione “ad honorem” nella gara del tiro da 3 punti.
Nell’ultimo match disputato dai suoi Dallas contro i Clippers, però, è accaduto qualcosa di veramente speciale, come riportato da ESPN.
DIRK NOWITZKI: LA VICENDA E LE DICHIARAZIONI
Nowitzki, in Texas dal 1998
Nello specifico, nell’ultimo quarto di gioco dell’incontro, a 9.4 secondi e con il punteggio ormai in ghiaccio, l’allenatore dei Clippers Doc Rivers ha chiamato un time-out, e prendendo il microfono ha invocato il pubblico dello Staples Center ad omaggiare apertamente il tedesco.
What a beautiful moment in LA. Thanks Doc and @LAClippers! ?? pic.twitter.com/gsYq923VSX
— Dallas Mavericks (@dallasmavs) 26 febbraio 2019
L’ovazione sincera e forte ha colto di sorpresa in maniera evidente la leggenda dei Mavericks, il quale è apparso visibilmente emozionato, ma anche imbarazzato da tutto quell’affetto. A fine partita, il campione NBA 2011 ha voluto ringraziare pubblicamente il coach e i tifosi per il bellissimo gesto compiuto nei suoi riguardi.
E’ stato davvero dolce, sono davvero riconoscente. All’inizio non capivo per quale motivo Rivers avesse chiamato un timeout, dato che L.A. era davanti saldamente. Poi però ha afferrato il microfono e mi ha osannato in quel modo, è stato emozionante.
Dal canto suo, l’ex coach dei Boston Celtics ha asserito che tale manifestazione non era stata pianificata, ma ha colto l’occasione per omaggiare un campione del calibro di Nowitzki, dato di essersi pentito di non averlo fatto con Dwyane Wade in precedenza.
Con Dwyane [Wade, ndr] pensavo che lui avesse giocato almeno altri 5 anni, e ho avuto il rimorso di non averlo salutato come si deve. Con Dirk [Nowitzki, ndr] non volevo commettere lo stesso errore.
Aldilà delle singole considerazioni, in ogni caso, il tour d’addio di uno dei più grandi di questo gioco sta regalando emozioni davvero forti per tutti gli appassionati di questo sport. Tutto ciò renderà, inevitabilmente, il ritiro dal parquet di questo fenomeno più doloroso che mai.

