Ridurre una partita così intensa come gara 4 tra Timberwolves e Thunder a un mero conteggio di tiri dal campo delle rispettive star non farebbe giustizia a uno sport così complesso come il basket. ma è inevitabile che il confronto tra Shai Gilgeous-Alexander, Jalen Williams e Anthony Edwards vada fatto.
Gli Oklahoma City Thunder hanno vinto gara 4 per 128-126 e hanno ipotecato la serie sul 3-1, e ora sono a una sola vittoria dal ritorno alle NBA Finals per la prima volta dal 2012. Gilgeous-Alexander ha giocato nel momento topico la miglior partita dei suoi playoffs con 40 punti, 9 assist e 10 rimbalzi e ha segnato ogni volta il canestro giusto per spezzare i momenti favorevoli ai Twolves e i tentativi di rimonta. Il suo co All-Star Jalen Williams di punti ne ha messi 34 con 13 su 24 dal campo e Chet Holmgren ha chiuso con 21 punti e 7 rimbalzi.
E Edwards? Dopo un primo tempo da appena 2 punti e 2 tiri dal campo (!) Ant ha chiuso con 16 punti e 6 assist, e 5 su 13 al tiro con 1 su 7 da tre e 5 palle perse una gara 4 in cui si è sostanzialmente consegnato alla custodia della difesa dei Thunder. Che si è invero concentrata all’inizio soprattutto nel non farlo giocare, con la pressione a tutto campo di Lu Dort, Cason Wallace e Alex Caruso, ma alla quale Edwards ha reagito in maniera troppo passiva, considerando che cosa Minnesota si stesse giocando. Julius Randle ha fatto peggio se possibile, con soli 7 tiri e 5 punti, i Twolves sono rimasti in partita fino all’ultimo grazie ai punti, al coraggio e all’intraprendenza di Rudy Gobert, Donte DiVincenzo e di un grande Nickeil Alexander-Walker, che ha segnato 23 punti con 5 su 8 da tre e dall’altra parte sudato sette camicie in difesa contro il cugino Shai. Per Jaden McDaniels 22 punti, la panchina dei Twolves ha garantito 63 punti.
Sono mancate le due star, qualcosa di incredibile se si parla di una gara 4 con la propria squadra sotto per 2-1 nella serie.
“Non penso che abbiamo fatto fatica particolare, né io ne Randle. E’ solo che loro sono arrivati con un buon piano partita contro di noi e non ci hanno fatto ricevere il pallone. Soprattutto contro di me ma io penso di aver giocato bene, ho fatto le letture giuste“, è appunto la lettura di Anthony Edwards. “Non ho tirato abbastanza per sostenere che abbia fatto fatica in attacco anche se voi lo direte. Ho fatto delle buone letture di gioco“.
E’ vero che la pressione difensiva di OKC su Edwards ha aperto gli spazi per DiVincenzo, Alexander-Walker e McDaniels ed è altrettanto vero che loro siano stati bravi a segnare. Ma i Twolves hanno terminato gara 4 con 21 palle perse, diverse delle quali generate da situazioni in cui, con pochi secondi sul cronometro dei 24, giocatori come Mike Conley, Alexander-Walker, Gobert DiVincenzo si sono trovati a dover forzare tiri e passaggi, con Randle e Edwards fuori dalla manovra, per così dire.
Nel secondo tempo Anthony Edwards ha cercato di correggere, attaccando il canestro e generando tiri dagli angoli, la soluzione che ha riaperto la partita nel quarto quarto quando OKC era andata sul +9 con Shai e Williams. Eppure, il confronto con il canadese non può non stridere. Gilgeous-Alexander ha saputo pazientare, forzare i cambi difensivi su di lui e attaccarli con i suoi tiri dalla media, anche a costo di forzare qualche conclusione (13 su 30 dal campo), le percentuali alte da tre dei Thunder hanno consigliato bene coach Chris Finch dal non raddoppiare di default il neo MVP. Per OKC 16 su 37 da tre in gara 4.
“Tirare di più è una tentazione ovviamente ma ciò che non vuoi è prenderti cattivi tiri e togliere ritmo alla squadra, io ho cercato di giocare una partita disciplinata” ancora Ant. “Per cui no, non mi sento responsabile in particolar modo, semma solo se si vince o si perde come squadra. oggi abbiamo avuto una chance ma non abbiamo iniziato con la stessa aggressività di gara 3“.
“Nel secondo tempo è stato più aggressivo, ha attaccato il canestro e siamo riusciti a servirlo meglio. E lui è stato bravo a trovare sempre il passaggio giusto. Nel primo tempo invece si è accontentato troppo, avremmo dovuto fargli avere di più il pallone fronte a canestro per giocare a due” così coach Chris Finch.
Julius Randle è stato meno tenero, bontà sua, con sé stesso. “Per un sacco di minuti ho solo guardato, devo trovare il modo di coinvolgermi di più. Ho preso il mio secondo tiro della partita nel terzo quarto“.

