Cos’hanno in comune Bennedict Mathurin e Jason “the Jet” Terry? Hanno entrambi giocato per lo stesso allenatore, Rick Carlisle, e da oggi sono i due giocatori NBA ad aver segnato più punti in uscita dalla panchina in una partita delle NBA Finals.
Il giocatore canadese degli Indiana Pacers ha chiuso in gara 3 con 27 punti in 22 minuti, superando il precedente primato di Terry siglato nel 2011 con la maglia dei Dallas Mavs. Mathurin ha guidato una panchina dei Pacers da 49 punti totali e che ha vinto il confronto con quella altrettanto lunga, ma alla prima partita in trasferta di queste Finals poco efficace, dei Thunder per 49-18. Bennedict Mathurin ha compiuto un bel numero in gara 3, diventando appena il sesto giocatore nella storia della lega a segnare almeno 25 punti in una gara delle Finals a 22 anni o meno, dopo gente come LeBron James, Kawhi Leonard, Tony Parker, Kobe Bryant e Magic Johnson.
Il canadese è stato il top scorer di serata, meglio del connazionale Shai Gilgeous-Alexander e meglio di Jalen Williams, Tyrese Haliburton e Pascal Siakam. Che Mathurin sia in grado di segnare tanti punti in pochi minuti non è una novità ma in questi playoffs in cui il suo minutaggio è andato su e giù, una gara 3 di questo livello è un valore aggiunto enorme per i Pacers, che hanno trovato in lui quella maggior varietà offensiva che cercavano. “Io ero e resto pronto, e quando tocca a me cerco solo di fare ciò di cui la mia squadra ha bisogno, questa è la mia mentalità. Lo scorso anno no avevo giocato ai playoffs ma ho comunque imparato molto, stando seduto coi coach e osservando le partite in quel modo, Mi ha aiutato a prepararmi per quest’anno“.
“Ben ha lavorato tanto per farsi trovare pronto in questi frangenti e stasera è stato un fattore enorme per noi” ha detto coach Carlisle.
Mathurin e TJ McConnell hanno segnato 37 punti in due, per TJ 10 punti con 5 assist e 5 recuperi difensivi. Bennedict Mathurin, McConnell e Obi Toppin hanno fatto una differenza enorme dalla panchina in una serata in cui anche Tyrese Haliburton e Pascal Siakam sono stati più efficaci. Per battere dei Thunder che sono stati superiori per larghi tratti in queste Finals e che rimpiangono la rimonta subita in gara 1, serviva tutto. “Noi siamo questi, abbiamo bisogno di tutti e non deve essere per forza lo stesso giocatore tutte le sere a emergere. Così come stasera è come dobbiamo fare per vincere” ancora Carlisle.
Gli Indiana Pacers hanno atteso 25 anni per tornare a giocare una partita delle NBA Finals in casa, e per l’occasione hanno schierato ogni “talismano” possibile con Reggie Miller seduto (anzi, sempre in piedi a incitare e giocare la sua personale gara 3 da tifoso), Caitlin Clark e tanti grandi ex, da Mark Jackson a Dale Davis in campo con Miller alle Finals del 2000 contro i Lakers, a Metta Sandiford-Artest al secolo Ron Artest al secolo Metta World Peace, a Lance Stephenson. Uno spettacolo nello spettacolo per delle NBA Finals “di nicchia” ma che prendono quota una partita dopo l’altra.

