La stagione NBA è alle porte ed è quindi il momento di fare un bilancio delle squadre sulla griglia di partenza. La Eastern Conference continua ad essere quella più squilibrata fra le due anche quest’anno, con poche squadre che possono davvero ambire alle Finals e una lotta playoff che si preannuncia poco serrata. Ecco l’analisi delle 15 squadre dell’Est e delle loro ambizioni (o non ambizioni).
Obiettivo: prima scelta al Draft 2026
In questa categoria vanno inseriti i Washington Wizards, gli Charlotte Hornets e i Brooklyn Nets. La squadra della capitale ha tanti giovani interessanti: lo sviluppo di Alex Sarr, Tre Johnson, Keyonte George, Bub Carrington, Bilal Coulibaly e di altri sarà l’unica cosa elettrizzante della la loro stagione. Oltre a questo, poca organizzazione e davvero poche ambizioni. Si prospetta l’ultimo posto nella Conference, se non nella Lega.
Gli Charlotte Hornets hanno più frecce nel loro arco, ma le condizioni fisiche sono la preoccupazione più grande. LaMelo Ball è uno dei giocatori più talentuosi e divertenti della NBA quando è in forma, ma il problema è che è più spesso fuori dal campo che dentro. Ha saltato 35, 60 e 46 partite nelle ultime tre stagioni, Brandon Miller ne ha giocate soltanto 27 la scorsa per un infortunio al polso che ha concluso la sua stagione e Tre Mann è sceso in campo solo 13 volte. Inoltre ci sarebbero anche Miles Bridges, la quarta scelta al draft 2025 Kon Knueppel e i due veterani Collin Sexton e Pat Connaughton. Nonostante ciò nelle ultime due stagioni non hanno mai vinto pù di 21 partite.
“Abbiamo una scelta al primo turno nel 2026 e speriamo di ottenere una buona scelta. Quindi, puoi prevedere che tipo di strategia useremo per questa stagione.” Così ha parlato il proprietario dei Brooklyn Nets, Joe Tsai, a proposito della prossima stagione, facendoci capire già tanto su quale sarà l’andamento della sua franchigia. Dopo i vari tentativi di costruire un squadra vincente, i Nets ora si ritrovano con giocatori messi insieme senza una vera programmazione, con Cam Thomas e Michael Porter Jr. che avranno tutta la libertà del mondo, ma non per forza potrebbe essere un bene.
Anno sabbatico
Discorso differenziato va fatto per sole due squadre difficilmente collocabili in classifica: Boston Celtics e Indiana Pacers. I Celtics dovranno fare a meno di Tatum presumibilmente per tutto l’anno e in più sarà missione ardua trovare nuova chimica dopo che la squadra campione NBA 2024 è stata completamente smantellata. Rimangono al timone della squadra Jaylen Brown, che adesso potrà avere il pieno controllo della squadra, Derrick White e Payton Pritchard. I Celtics, coscienti di dover fare a meno della loro stella, cercheranno di fare del loro meglio, ma senza particolari aspettative, puntando alla stagione 26/27. Se dovesse andare tutto per il meglio, il settimo o l’ottavo posto non sono da escludere.
Discorso molto simile va fatto per gli Indiana Pacers. I vicecampioni NBA hanno perso il loro miglior giocatore, Tyrese Haliburton, in gara 7 delle Finals 2025 per un infortunio al tendine d’Achille. Myles Turner, l’altra colonna portante è andata a Milwaukee. Sarebbe un’impresa replicare quanto fatto l’anno scorso, ma Rick Carlisle è allenatore capace di sorprendere e di cavarsela anche con poco. Anche loro potrebbero giocarsi un posto ai payoff tramite play-in nella migliore delle ipotesi.
Lotta Play-In
Chicago Bulls, Miami Heat e Toronto Raptors sono invece le squadre che oscillano tra il 10° e il 13° posto. I Bulls sono stati eliminati per tre anni di fila al play-in tournament e alternano momenti di alti e di bassi I giocator- guida saranno sicuramente Josh Giddey e Nikola Vucevic, ma occhio anche alla crescita di Matas Buzelis. Nonostante ciò la squadra non è cambiata tanto e non sembra essere in grado di competere per qualcosa di più rilevante rispetto agli scorsi anni.
I Raptors sono tra le squadre più imprevidibili della Eastern Conference, con la trade che ha unito Scottie Barnes e Brandon Ingram che aumenta la curiosità nei confronti di una franchigia con tre stagioni perdenti alle spalle. Le loro prospettive dipendono interamente dal fatto che Barnes riesca a fare il salto di qualità, migliorando l’efficienza al tiro per far emergere la squadra.
I Miami Heat sono forse nello stato più confusionario da qualche anno a questa pate. Senza Butler, ma soprattutto senza Herro per i primi due mesi di stagione, la squadra di Spoelstra dovrà aggrapparsi come sempre a Bam Adebayo e trovare poi l’apporto da giocatori come Norman Powell ed Andrew Wiggins, scommettendo sulla crescita di Kel’el Ware e Nikola Jovic.
Un posto ai playoff
Milwaukee Bucks, Atlanta Hawks e Philadelphia 76ers potrebbero invece avere una chance per un posto diretto ai playoff, ma con tanti punti di domanda. Il primo riguarda Giannis Antetokounmpo e i Milwaukee Bucks. Le due parti sembrano ormai in rottura e Antetokounmpo è dato in uscita dai Bucks prima della trade deadline. Portando Myles Turner nel Wisconsin, hanno forse cercato di affiancargli qualche giocatore più pesante per provare a trattenerlo. Tuttavia, fin quando il greco sarà di Milwaukee, continuerà a fare la differenza e a garantire un bottino di vittorie da solo. In una Conference non così competitiva, gli ultimi posti playoff sono a portata di mano.
Gli Atlanta Hawks hanno aggiunto giocatori funzionali alla squadra. Luke Kennard, Alexander-Walker e Porzingis sono innesti che possono aiutare Atlanta a diventare squadra più solida. In più non bisogna dimenticare Dyson Daniel e Jalen Johnson, le altre due punte di diamante oltre al solito Trae Young, il quale potrà finalmente avere più mani su cui contare.
Il destino dei 76ers dipende totalmente da Joel Embiid: se tornerà alla sua forma da MVP dopo l’ennesimo intervento al ginocchio, la squadra potrà competere; altrimenti sarà un’altra stagione difficile. Lo stesso discorso è applicabile a Paul George. Il loro punto di forza è però la grande profondità nel backcourt con Tyrese Maxey, Grimes e i rookie McCain ed Edgecombe, che consentirà loro di giocare ad alto ritmo.
Mine vaganti
Orlando Magic e Detroit Pistons possono davvero provare a dire la loro. Orlando, nella scorsa stagione, è sempre stata tra le prime squadre per numeri difensivi, ma tra le ultime per quelli offensivi. Hanno dato filo da torcere ai Celtics campioni NBA, rivelandosi una squadra coriacea e dura a morire. Con l‘innesto di Desmond Bane affianco a Franz Wagner e Paolo Banchero potrebbero risolvere parecchi problemi anche nella metà campo offensiva e provare quindi a dare ancora pù fastidio alle due contender.
Detroit invece deve riconfermarsi. Non è più una sorpresa, ma conta sull’ulteriore crescita di Ausar Thompson, Jalen Duren e Jaden Ivey, che però dovrà stare fuori almeno un mese per infortunio al ginocchio. Il loro punto di forza è sempre Cade Cunningham, che a 24 anni si assumerà nuovamente tutte le responsabilità, è maturo e ambizioso e sembra pronto per una candidatura MVP se la squadra raggiungerà le 50 vittorie.
Contender
New York Knicks e Cleveland Cavaliers sono le squadre nettamente favorite per la vittoria della Eastern Conference. Sui Cavaliers c’è poco da dire, hanno aggiunto qualche giocatore per allungare la panchina, ma la struttura portante è rimasta intatta. Ci si aspetta un’altra stagione regolare solida e da vertice della classifica, sperando stavolta di non soffrire così tanto gli infortuni durante i playoff.
Per i New York Knicks invece è probabilmente un’occasione irripetibile per tornare alle Finals per la prima volta dal 1999. Stavolta neppure Indiana potrà frapporsi tra loro e l’utimo atto della stagione. Mai come quest’anno l’altra vera contender è solo una, ma con due stelle come Karl-Anthony Towns e Jalen Brunson non si può puntare più in basso.
