Non che ne abbia giocate tante, ma quella contro i Chicago Bulls è stata la prima partita da Joel Embiid di Joel Embiid in questa stagione, e i suoi Sixers hanno pure vinto in trasferta, per 108-100 contro i Chicago Bulls.
Al rientro dopo due settimane di stop ulteriore per non sovraccaricare un ginocchio sinistro fragile, Embiid ha segnato 31 punti con 13 su 28 al tiro e 12 rimbalzi allo United Center, appena la seconda partita in stagione in cui Philadelphia ha potuto schierare assieme le tre star, con Tyrese Maxey e Paul George. Maxey ha chiuso con una tripla doppia da 25 punti con 11 rimbalzi e 14 assist, George è stato più defilato con 12 punti e 0 su 5 da tre.
Per i 76ers è anche la quarta vittoria nelle ultime 5 partite giocate, un poco di ossigeno in una stagione fino a oggi difficilissima, con tanti infortuni e intoppi. La Eastern Conference è abbastanza modesta da pensare ai playoffs anche in queste condizioni, sperando che Embiid possa giocare, e con più continuità. “Gli ultimi due mesi sono stati deprimenti per me, qualcosa ancora non va ed è davvero fastidioso. A me piacerebbe giocare sempre ma…” e ancora “non sono infortunato, il ginocchio si gonfia e fa male e dobbiamo capire perché“.
“Tutto nasce dalla salute, da quanto saremo in salute, è stato bello finalmente giocare coi ragazzi. Se staremo bene avremo una chance contro tutti ma dipende solo dalla salute. A me sarebbe davvero piaciuto giocare da subito, giocarle tutte ma a volte il tuo fisico dice ‘no’ e tu non puoi farci nulla. Solo lavorarci su“.
Embiid aveva iniziato pianissimo a Chicago sbagliando i suoi primi 7 tiri e Phila era sotto per 33-23 dopo il primo quarto. Da lì in poi, solo canestri per l’MVP 2023, 39 punti nel secondo periodo per i Sixers che poi hanno gestito il vantaggio. “Finalmente ho iniziato a segnare qualche tiro“.
“E’ stato bello, finalmente” così Tyrese Maxey “Quando giochi con Embiid c’è più spazio per tutti, la difesa non può raddoppiarti e blizzare sempre, non si può raddoppiare su un blocco no? Se la difesa mi lascia spazio io posso o tirare o attaccare e se vengono più vicini c’è il passaggio per Joel che può tirare o andare dentro. Con lui in campo è tutto più facile

