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Fred VanVleet pessimista: “Rientro difficile, la salute prima di tutto”

di Bucci Lorenzo

Negli USA la situazione rimane ancora molto grave, e la NBA non è ancora convinta che si possa riprendere a giocare anche durante l’estate. Come ripetuto già diverse volte da Adam Silver e da tutti gli addetti della lega, il primo pensiero va alla salute dei giocatori, dello staff e di tutta la NBA. C’è chi già si prepara al peggio: Fred VanVleet infatti, durante un’intervista, si è detto molto preoccupato vista la situazione che, almeno per il momento, non sembra migliorare. “Penso che tutti si stiano preparando al peggio, la cancellazione della parte rimanente del campionato”, queste le parole di VanVleet durante una video conferenza lo scorso venerdì. “Dobbiamo fare ciò che va fatto, e ciò che è meglio per tutti. Per noi giocatori, per lo staff e per la lega intera. Se ci sarà la possibilità di riprendere ben venga, ma in caso contrario cancellare tutto sarà la cosa migliore”.

Le parole di Fred VanVleet: “Giocare senza tifosi? Idea che non mi convince”

Come molti altri giocatori, anche alla guardia dei Toronto Raptors l’idea di giocare senza tifosi non va a genio. “Per me si potrebbe giocare ovunque. Giocare senza nessuno sugli spalti? A me non piace come idea, ma è davvero la cosa più importante adesso? Credo che nessuno si opporrà alle decisioni che prenderà la lega. A condizione però, che la salute di tutti venga prima di qualsiasi altra cosa. Anche se sappiamo che probabilmente non sarà così. Viste le condizioni in cui ci troviamo, e le misure prese da tutto il mondo, sarà molto difficile tornare in campo. Ma di mezzo ci sono i soldi, giusto? Quindi troveranno sicuramente un modo per far riprendere il campionato. Non sarei sorpreso ne se ciò accadesse, ne se la lega decidesse di finire qui la stagione”.

Parole forti quelle del nativo di Rockford, con delle critiche verso il sistema NBA. Adam Silver però ha ribadito ancora una volta che la situazione è in stallo, nessuna decisione sarà presa con leggerezza. Ma, soprattutto, che la salute di tutti rappresenta la priorità assoluta.

La questione salariale e la prossima free agency

Un probabile rientro in campo durante la stagione estiva, creerebbe anche dei problemi per la questione free agent. Lo stesso VanVleet sarà free agent a fine stagione, e i suoi numeri farebbero sicuramente comodo a molte squadre NBA: 17.6 punti e 6.6 assist di media in 48 partite giocate. Queste le sue parole in merito: “Credo che la lega farà un buon lavoro per far in modo che ci saranno le condizioni giuste per negoziare”. VanVleet, nella stagione 2018, firmò un contratto di 2 anni a 9 milionil’anno che lo tiene legato ai Toronto Raptors, appunto, fino a questa stagione.

Per quanto riguarda i salari persi dai giocatori invece, il 26enne si è mostrato molto maturo: “Penso che la salute, il benessere delle persone e il loro stato d’animo siano molto più importanti di un paio di milioni in meno nelle nostre tasche. E per questo credo che nessuno di noi si lamenterà. Per nostra fortuna i soldi non mancano. Molti di noi sanno cosa vuol dire nascere e crescere in zone molto povere. Siamo riusciti ad uscirne, ma per chi vive ancora lì è molto dura, soprattutto in questo periodo”.

 

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