Mai scelta è stata più semplice: i giocatori del mese di febbraio si sono distinti di gran lunga dal resto del coro. Per la Eastern Conference sua maestà LeBron James, 33 anni e non sentirli mai, nemmeno quando la fatica dovrebbe prendere il sopravvento sulla tripla-doppia di media. La Western Conference invece è stata spettatrice del dominio assoluto di Anthony Davis, trascinatore totale dei New Orleans Pelicans con prestazoni for the ages.
Il Re tra i giocatori del mese ma inseguendo il bersaglio grosso…
Risparmiarsi e gestirsi al meglio in vista dei playoff, sperando di arrivare al traguardo non al 100, ma al 110%. Il classico leitmotiv di LeBron James quest’anno sembra un po’ sfuggirgli di mano, ma a noi non dispiace affatto. LBJ sta disputando una stagione da favola, e a febbraio ha eseguito pallacanestro da manuale chiudendo il mese in tripla-doppia di media (prima volta in carriera e con soddisfazioni extra), con quel tocco regale che solo lui, alla quindicesima esperienza NBA, sa aggiungere. Il cambio della guardia tra i Cavaliers gli regala nuova linfa, e lui ricompensa con quello che gli riesce meglio: essere inarrivabile. ‘Bron è anche entrato nel club dei +30mila punti, +8mila rimbalzi e +8mila assist. Numero di membri: uno, The Choosen One più che mai. A voi lo stupore, con questa giocata inspiegabile.
…Anthony Davis non da meno, strizzando l’occhio alle leggende
The King gioca ad est, ma ad ovest non sentono la sua mancanza. Non a New Orleans, sicuramente, con Anthony Davis a fare da vero padrone incontrastato. Sì, perché AD tra i giocatori del mese non poteva proprio non figurare, con 28 giorni tra i più intensi e proficui che un giocatore NBA abbia potuto mai affrontare. Circa 41 punti di media a febbraio, con l’impressionante acuto nella gara contro i Suns: 53 punti, 18 rimbalzi e 5 stoppate, che gli valgono il diritto di guardare negli occhi Mr Bob McAdoo, unico altro giocatore nella storia a chiudere un match con +50 punti, +15 rimbalzi e +5 stoppate. Era il 1974. Inutile dire che siamo di fronte a qualcosa di disumano, che è decisamente meglio avere in squadra che contro. Qualcuno ha detto playoff e corsa all’MVP?
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