Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiGiovani e forti: questi Thunder possono diventare una dinastia?

Giovani e forti: questi Thunder possono diventare una dinastia?

di Lorenzo Razzetti
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I Thunder sono ufficialmente campioni NBA per il 2025, dopo aver chiuso i conti per 4-3 con dei comunque sorprendenti Pacers. OKC vince il primo titolo dell’era Oklahoma, il secondo se si considera quello dei Supersonics del ’79. Shai e compagni chiudono quindi con la ciliegina sulla torta una stagione da totali dominatori, in cui hanno impressionato per intensità e continuità. Questi due elementi sono frutto di un roster forte e profondo, assemblato grazie ad uno straordinario lavoro del GM Sam Presti. Il suo merito più grande non è stato tanto quello di arrivare all’anello quest’anno, quanto di aver dato la possibilità ad un mercato piccolo come quello di Oklahoma di aprire un ciclo che, perché no, potrebbe diventare una dinastia. Andiamo quindi a vedere come si è arrivati a questo titolo e se OKC può davvero ripetersi in futuro.

Ponderatezza e lungimiranza: dalla trade per Shai al titolo

Nonostante Sam Presti sia a capo della dirigenza dei Thunder già dal lontano 2007, simbolicamente utilizziamo la trade di SGA come punto di partenza per la creazione di questo gruppo. Nel 2019 infatti OKC cede Paul George ai Clippers in cambio di 5 prime scelte, Gallinari e soprattutto Shai, attuale colonna portante del roster e fresco MVP. Nei successivi anni i Thunder hanno saputo capitalizzare al meglio le proprie scelte, pescando, tra i vari, Jalen Williams e Chet Holmgren. Oltre alle star però Oklahoma ha saputo scegliere anche giocatori pronti da subito a ricoprire ruoli subordinati, come Wallace, Wiggins e Jaylin Williams. Da sottolineare poi la clamorosa intuizione su Lu Dort, passato da undrafted a uno dei migliori difensori della lega. L’ultimo tassello è stato aggiunto quest’anno, con la saggia scelta di aumentare l’esperienza a roster con due giocatori come Hartenstein e Caruso, decisivi specialmente ai playoffs.

Roster giovane ed “economico”: futuro roseo per OKC

Le attuali restrizioni in ambito salariale in NBA ostacolano la nascita di superteam. Con l’introduzione dell’apron di fatto si è limitata la possibilità per una franchigia di tenere a roster diverse stelle. In tal senso però OKC potrebbe rappresentare un’eccezione. Nonostante il titolo appena conquistato infatti i Thunder sono solo 24° nella lega per monte salariale. Ciò si può spiegare con un altro dato significativo: 25.6, ossia l’età media del roster, che li rende la 2° squadra più giovane a raggiungere le FInals negli ultimi 70 anni. Trattandosi quindi di giocatori giovani, ancora sotto contratto da Rookie, i Thunder sono stati in grado di vincere spendendo relativamente poco. Tutti questi elementi, uniti al fatto che il nucleo del roster è sotto contratto almeno per altri due anni e all’incredibile numero di scelte al draft a loro disposizione nei prossimi anni, rendono il futuro di OKC incredibilmente roseo. Ecco perché, salvo imprevisti, i Thunder hanno tutte le carte in regola per diventare una dinastia.

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