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Gobert, nessuna sanzione o sospensione per il video incriminato

di Francesco Catalano

Rudy Gobert, giocatore degli Utah Jazz risultato positivo al Coronavirus, non subirà nessuna multa né sospensione da parte della lega.

Nella notte tra mercoledì e giovedì, la sua squadra avrebbe dovuto scendere in campo contro gli Oklahoma City Thunder. Gobert avrebbe dovuto saltare il match per un’influenza, ma si è scoperto, poco prima che iniziasse la partita, che in realtà aveva contratto il COVID-19. Perciò è seguita l’immediata cancellazione dell’incontro. Le squadre sono rientrate negli spogliatoi e l’arena è stata pian piano evacuata.

Nelle ore successive sono stati fatti numerosi test alle due squadre. Delle 58 persone, tra giocatori e staff, degli Utah Jazz l’unico che ha contratto il virus è stato il leader Donovan Mitchell. Questa anche a causa del comportamento discutibile e incosciente di Gobert all’interno dello spogliatoio. Il francese, infatti, deridendo le paure sulla patologia, abbracciava e si avvicinava in modo inappropriato ai compagni.

A tale proposito, ha fatto molto scalpore un video di pochi giorni prima in cui, al termine di una conferenza stampa, Gobert ha toccato ripetutamente con le mani, in modo provocatorio, i microfoni lì presenti. Questo filmato nella giornata di ieri ha impazzato su tutti i social creando innumerevoli critiche nei confronti del giocatore. Successivamente, il centro francese, attraverso il suo profilo Instagram, ha chiesto pubblicamente scusa per i suoi comportamenti.

Dopo i contagi di Gobert e Mitchell, la NBA ha sospeso tutte le partite

La NBA ha ritenuto non opportuno multare o sospendere il giocatore. Che probabilmente ha subito nella giornata di ieri una sufficiente gogna mediatica. Nel frattempo, il commisioner Adam Silver sta lavorando in modo costante nelle ultime ore per risolvere l’emergenza.

Il campionato NBA rimarrà sospeso per almeno 30 giorni, al termine dei quali si prenderà una decisione unitamente ai front office di tutte le franchigie. La sensazione attuale è che l’intera stagione possa slittare in estate; in ogni caso, un annullamento totale pare improbabile visti numerosi interessi che circolano intorno ai playoffs NBA.

Il proprietario dei Dallas Mavericks, Mark Cuban, ha già dichiarato, in tal senso, che la sua squadra sarebbe pronta eventualmente a giocare anche fino ad agosto. Con questa possibilità, la stagione NBA successiva subirebbe delle modifiche sostanziali.

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