Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State Warriors Golden State vince ancora con super Klay, ma Green: “Torno tra 3-4 settimane, non prima”

Golden State vince ancora con super Klay, ma Green: “Torno tra 3-4 settimane, non prima”

di Giacomo Brogi
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Altra vittoria per i Golden State Warriors, che nella notte si sbarazzano dei Sacramento Kings per 126-114, regalando spettacolo e facendo divertire il pubblico sugli spalti del Chase Center. Non fatevi ingannare dal punteggio, perché l’andamento complessivo della partita dice tutt’altro, con i Dubs padroni del campo fin dall’inizio ed efficaci in entrambi i fronti di gioco. In attacco in particolare stupisce un giro palla al limite dell’irreale e la capacità di tutto il quintetto in campo di ritagliarsi spazi e trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto. Certo, quando hai a disposizione un giocatore come Stephen Curry (stanotte autore di “soli” 20 punti, 7 assist e 2 recuperi, ma con un ottimo 7 su 11 totale al tiro) allargare il gioco e ritagliarsi spaziature è sempre più facile. Ma vedere sia i giovani che i nuovi arrivati essersi adattati e giocare già a meraviglia nel complesso sistema di Steve Kerr fa davvero impressione. Tutti sanno qual è il loro compito, sia con che senza la palla la mano. A tratti sembra davvero di rivedere quella macchina da pallacanestro quasi perfetta che dal 2015 al 2019 ha dominato tutti i palcoscenici della lega.

Certo, senza Draymond Green, ancora ai box per l’infortunio alla schiena e che non rientrerà prima di fine mese, saltando l’All-Star Game (nel quale tra l’altro è stato nominato come riserva), la macchina in difesa un po’ si inceppa, regalando spesso punti gratuiti agli avversari. Ma al di là di questo, il fattore chiave del match di questa notte è stato vedere un Klay Thompson sempre più on-fire, e che ogni giorno che passa sembra tornare sempre di piu ai suoi standard abituali.

Klay: “Mi sento dannatamente bene, il duro lavoro paga sempre”

 

Il ritorno in campo di Klay Thompson è stato un regalo non indifferente per noi appassionati NBA, ma probabilmente nessuno si sarebbe mai aspettato che, neanche un mese dopo, il numero 11 fosse in grado di produrre questi significativi miglioramenti. Questa notte lo abbiamo visto tornare a bombardare la retina come solo lui sa fare, ricevendo spesso il pallone dagli strepitosi scarichi del suo amico Steph Curry (come vediamo nel tweet) e tornando a dire la sua anche in difesa. Vedere poi ogni volta quella meccanica di tiro perfetta, la palla rilasciata con un’eleganza fuori dal comune e che entra spaccando la retina fa bene agli occhi, e se ci torna in mente che siamo stati 2 anni e mezzo senza vedere tutto ciò, adesso non ne possiamo più fare a meno.

Ma al di là di questo, Klay questa notte ha messo a referto 23 punti, tirando con un 8 su 11 totale e soprattutto 7 su 9 dall’arco. La cosa che deve ulteriormente stupire però è che Thompson ha segnato 20 punti con 6 triple consecutive in 10 minuti tra il primo e il secondo parziale di gioco. I Kings sono sempre stati una delle sue vittime preferite, e quando gioca contro di loro qualcosa sembra sempre accendersi (ricorderete tutti i 37 punti in un solo quarto messi a referto proprio contro Sacramento a gennaio 2015). “Serate come queste sono sempre speciali –dichiara Klay nel post-partita- quando ho visto che i primi due tiri sono andati a bersaglio, ho cominciato a giocare con tranquillità. Non ho cercato di forzare nulla, avrei potuto realizzare anche 40 punti, ma va bene così, ho disputato una gran partita.”  Non forzare i tempi di recupero e non sforzarsi troppo sono priorità assolute per lui, che è tornato a giocare solamente il 9 gennaio e non vuole avere nuove ricadute.

Una novità importante sono anche i 7 assist messi a referto da Thompson, il suo massimo da quando è tornato a giocare; tuttavia Steve Kerr non ne è particolarmente sorpreso. “Se l’è sempre cavata anche in quel fronte. Dobbiamo lavorare ancora sul creare spazi ed allargare il gioco. Ma le sue doti non sono in discussione.” Migliorando partita dopo partita, anche gli avversari stanno tornando a difendere forte su Klay, e questo fa si che il numero 11 possa rendersi protagonista anche in ruoli insoliti fino ad ora, come quello di ball handler o buon passatore. Di questo si è accorto anche Steph Curry, che ormai conosce a memoria il compagno. “Se lui impara a trovare un equilibrio tra le sue doti di tiratore e quelle di assist-man, anche il nostro ritmo offensivo ne trarrà beneficio –dichiara il numero 30- lui è un gran play, sa tirare, sa segnare, ma deve fare così finchè non tornerà a giocare 30 minuti completi, è fondamentale.” 

Oltre agli Splash Brothers, vale la pena a mio avviso sottolineare ancora una volta la grande prestazione arrivata dal collettivo. Tutto questo dimostra che, anche quando Steph e Klay sono in panchina, gli Warriors riescono comunque a cavarsela egregiamente. Ma questo lo abbiamo notato anche nella sfida di tre giorni fa contro i San Antonio Spurs, in cui Golden State, pur essendo priva di tutti i suoi migliori giocatori, ha disputato un’ottima partita, vincendo il match e convincendo ulteriormente. Anche la profondità del roster e la capacità di saper contare su un core unito e coeso sono caratteristiche fondamentali per una squadra che vuole puntare all’anello.

Osservazione ulteriore va fatta per Jonathan Kuminga, che sta attraversando un formidabile periodo di forma, trovando finalmente spazio nelle rotazioni. Anche stanotte il giovane di origine congolese ha messo a referto un’ottima prestazione fatta di 18 punti, 7 rimbalzi ed un recupero, mettendo a referto giocate spettacolari come quella del video. Il classe 2002 è ancora molto acerbo e giovane, ma la sua spensieratezza e il suo talento lo stanno mettendo davvero in mostra in queste ultime settimane. Lui si è detto inoltre molto contento di giocare al fianco di grandi giocatori come Steph, Klay e Green e di aver imparato molto da loro. Davvero scandaloso a mio avviso il fatto che non sia stato preso in considerazione per il rising star. Tuttavia, se il livello di talento è questo, i Golden State Warriors stanno non solo attraversando un gran presente, ma si sono assicurati anche un ottimo futuro.

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