Dopo la partita di questa notte lo possiamo definitivamente affermare, i Golden State Warriors sono i super favoriti al titolo, perlomeno a Ovest. I dati parlano da soli, 28 vittorie, 7 sconfitte e la capacità davvero superlativa di potersela giocare con chiunque anche in assenza di giocatori chiave. Nella recente vittoria contro gli Utah Jazz, nonostante l’assenza pesantissima di Draymond Green causa covid, gli Warriors sono riusciti, pur con qualche amnesia difensiva nel terzo parziale, a metter su ancora una volta un gioco fluido e lineare.
La cosa che fa più impressione è vedere come tutti i giocatori, appena mettono piede nella baia, si inseriscano subito nelle dinamiche di gioco di Steve Kerr come se fossero stati lì da sempre, divertendosi e facendo divertire chi li osserva. E così due giocatori come Otto Porter Jr e Nemanja Bjelica, dati quasi per finiti fino a poco tempo fa, sono improvvisamente tornati in forma, oppure firme apparentemente inutili come quelle di Gary Payton II, Juan Toscano-Anderson e persino Chris Chiozza, si stanno rivelando davvero sorprendenti. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, aspettando di vedere il rientro in squadra di Klay Thompson e James Wiseman. Insomma, Golden State è davvero uno spettacolo da vedere, tant’è che il clima tornato nella baia assomiglia molto a quello che si respirava ai tempi dell’invincibile dinastia.
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— Pokumaniac (@SportsAreEpic) January 2, 2022
Ma torniamo al match di questa notte. Gli Warriors hanno battuto gli Utah Jazz, in serie positiva da ben 6 partite, con il punteggio finale di 123-116. Ma, forse per la primissima volta in questa stagione, abbiamo visto Golden State in seria difficoltà. Infatti, pur conducendo di 16 fino ad inizio terzo quarto, Steph e compagni hanno subito poi un parziale totale di 41-20, terminando il periodo sotto di 5 lunghezze. Steve Kerr si è molto arrabbiato sia con la squadra che con la direzione arbitrale, beccandosi un tecnico e rischiando per poco anche l’espulsione per un mancato fischio ai danni di Rudy Gobert, reo di aver commesso, secondo il tecnico, un netto fallo su un tiro di Otto Porter.
Ma iniziato l’ultimo periodo di gioco, gli Warriors hanno decisamente cambiato passo, tornando ai loro standard e soprattutto a stupire e divertire. Stephen Curry naturalmente è stato il protagonista assoluto di tutto ciò, con la sua straordinaria capacità di decidere gli sviluppi la partita con un semplice movimento della mano. Con il punteggio di nuovo in parità grazie all’ennesima tripla sparata da casa sua, il numero 30 ne mette un’altra ancor più decisiva, portando gli Warriors sopra di 3 a poco più di un minuto dal termine. Gasato e soddisfatto mentre tornava in difesa, lo è stato ancor di più quando ha fornito l’assist per il canestro che ha messo in ghiaccio la partita, realizzato dall’amico Andre Igoudala (autore tra l’altro, come vediamo anche dal video, di una sonora prestazione, con 12 punti, 7 rimbalzi, 8 assist e un 5 su 7 al tiro, con 2 su 3 dall’arco), tornato quest’anno in quella che ormai definisce casa sua. I due si scambiano un’occhiata di fiducia, prima di festeggiare scambiandosi il cinque. Anche da questo si riconosce la forza del gruppo e la capacità di coesione all’interno della squadra. Si soffre e si festeggia insieme. Quasi commovente è infatti, terminata la partita, l’abbraccio di gruppo di questi nuovi ma incredibili Golden State Warriors, consapevoli di aver portato a casa una partita davvero complicata, in un ambiente turbolento e con l’assenza di un pilastro difensivo come Draymond Green. Ed è davvero bellissimo per tutti vedere dei giocatori così uniti e così contenti di giocare insieme. E lo avevano fatto notare ancora di più a Natale, quando la squadra, nonostante le pesantissime assenze causa Covid, aveva conquistato una splendida vittoria sul campo dei Phoenix Suns, nello scontro diretto tra i migliori due team a Ovest, sotto gli occhi meravigliati del pubblico di casa.
Andrew Wiggins al contrario invece non pare per nulla sorpreso: “Sono due grandi vittorie, che dimostrano il motivo per cui siamo davanti a tutti” dichiara “siamo una squadra davvero profonda”. Steve Kerr, anche lui visibilmente soddisfatto, rimane tuttavia più pacato e fa notare gli errori commessi nel terzo quarto nella partita contro Utah. “Per fortuna però abbiamo mantenuto le energie nell’ultimo parziale”. L’assenza di Green tuttavia si è rivelata più grave di quelle di Wiggins e Poole. Infatti, nonostante la vittoria, anche stanotte è mancato alla squadra un vero perno difensivo e un assist-man puro come lui. Per fortuna però, a differenza della recente sconfitta in casa contro i Nuggets, tutto ciò non ha influito sul risultato finale. La speranza per gli Warriors è di poter ritrovare il numero 23 già dalla prossima partita, che sarà disputata al Chase Center contro i Miami Heat. Per quanto riguarda invece le statistiche del match di questa notte, ci sono naturalmente i 28 punti, 9 assist e 6 rimbalzi di Stephen Curry, mentre si confermano in grande spolvero sia Otto Porter, che mette a referto 20 punti, 7 rimbalzi e 8 assist (massimo in carriera), sia lo stesso Wiggins, autore invece di 25 punti.
Steph Curry e l’ennesimo record infranto
Per non farsi mancare niente, oltre alla fenomenale prestazione personale, Steph si è portato a casa nella notte anche l’ennesimo record della sua straordinaria carriera. Il numero 30 infatti ha realizzato almeno un canestro da 3 punti per 158 partite consecutive, battendo il precedente primato di 157 che egli stesso deteneva. Che dire, ormai neanche ci sorprendiamo più nel vedere quest’uomo battere e frantumare qualsiasi barriera, dopo essere diventato, sempre nel corso di questa stagione, il leader di ogni epoca per triple realizzate superando Ray Allen ed aver tagliato il traguardo delle 3000 nella recente sconfitta contro i Denver Nuggets. Un giocatore davvero unico, che anche quest’anno sta viaggiando a cifre davvero spaventose, trascinando la sua squadra ai vertici delle NBA. E stanotte, dopo l’ennesima tripla realizzata (3 su 4 solo nell’ultimo parziale), dagli spalti della Vivint Arena di Salt Lake City, si è alzato unanime il coro “MVP”. Non è la prima volta che succede una cosa del genere, a dimostrazione del fatto che tutti i tifosi ammirano la sua sconfinata grandezza. E sul rientro ormai prossimo di Klay Thompson, Steph risponde così: “Non vedo l’ora. Abbiamo davvero tante opzioni adesso”.
Another all-time record for @StephenCurry30! pic.twitter.com/HmEX8fuL5Y
— NBA (@NBA) January 2, 2022

