Tardiva, troppo tardiva la presa di posizione di Roger Goodell, commissioner NFL, per coach Gregg Popovich. Goodell ha riconosciuto nei giorni scorsi la giusta causa delle proteste guidate dalla comunità afroamericana e dal movimento Black Lives Matter contro le violenze della polizia, ed incoraggiato ed appoggiato le forme di protesta pacifiche dei giocatori NFL.
Senza però citare direttamente Colin Kaepernick, la pietra dello scandalo e colui che per primo prese ad inginocchiarsi davanti alla bandiera USA al momento dell’inno nazionale pre partita, Kaepernick non ha un contratto NFL da allora, era il 2016.
Per Popovich troppo tardiva e “ipocrita” la posizione di Goodell e della NFL, che negli anni si è dimostrata troppo accondiscendente con Donald Trump ed addirittura “intimidito” dagli strali via Twitter del presidente degli Stati Uniti.
“La NFL si è messa in una posizione impossibile da gestire“, spiega Gregg Popovich intervistato dal NY Times “7 proprietari NFL hanno donato 1 milione di dollari a testa alla campagna di Donald Trump, e ora vanno dai loro giocatori e staff a parlare di democrazia, proteste e ingiustizia sociale? E una cosa ipocrita, incongruente e non ha senso. La gente non è stupida“.
“A capo della NFL c’è un uomo intelligente (Goodell, ndr), ma che non ha capito la differenza tra la bandiera e cosa rende grande questo paese. Ovvero tutte quelle persone che hanno lottato perché Kaepernick avesse il diritto di inginocchiarsi e chiedere giustizia. La bandiera? Non conta, è solo un simbolo che la gente sventola per scopi politici, come fece Dick Cheney per la guerra in Iraq. Goodell si è fatto intimidire quando Trump ha attaccato l’atto di inginocchiasi, ed ha fatto marcia indietro (…) un po’ come fanno quei repubblicani che hanno paura di ritrovarsi licenziati con tweet e senza seggio alle prossime elezioni“.
Intervistato da Maureen Dowd, Popovich ha poi concesso un raro sguardo dentro il blindatissimo spogliatoio dei suoi San Antonio Spurs: “Se sei un allenatore bianco che deve allenare un gruppo per la maggior parte fatto da neri, devi guadagnati la fiducia, devi capire le situazioni ed essere genuino. Devi tenere conto da dove vengono, ci sono ragazzi che arrivano da una prep school, altri che hanno visto il loro primo omicidio quando avevano 7 anni (…) ma quello che (i giocatori e staff, ndr) mi hanno raccontato di recente… cose che ti portano alle lacrime, è una cosa molto più profonda di quanti immagini. Ed è quello che mi ha fatto pensare: sei un privilegiato figlio di buona donna, ed ancora non capisci davvero come stanno le cose: devi fare di più, devi essere più consapevole. Devi arrivare al punto di sentirti in imbarazzo, devi denunciare“.
“Una donna, un’impiegata degli Spurs, mi ha raccontato che suo figlio 16enne è arrabbiato con lei. Perché? La madre non vuole che lui faccia la patente, lei sta cercando ogni scusa per rimandare, il motivo è che la madre non vuole che suo figlio vada in giro in macchina. E il figlio non capisce che la madre è preoccupata a morte per lui“.

