A San Antonio è già iniziata la ricostruzione che dovrebbe far tornare competitivi gli Spurs nel giro di qualche anno, ma coach Gregg Popovich non ne vuole sapere di abbandonare la nave. Nonostante ci si attenda un suo ritiro dalle scene da qui ai prossimi due anni, Popovich è ancora una componente fondamentale del progetto Spurs, indipendentemente dalle ambizioni della sua squadra.
Poco meno di 25 anni di media, due soli giocatori sopra i trent’anni; due dati anagrafici che forniscono un identikit immediato degli attuali Spurs. Dejounte Murray, attualmente il giocatore di maggior valore per San Antonio, ha 25 anni ed una stagione da 15.7 punti di media alle spalle, Keldon Johnson, 21 anni, è l’astro nascente dei texani oltre che vincitore dell’ultimo oro olimpico. Seguono le guardie Joshua Primo e Devin Vassell, rispettivamente 18 e 21 anni, oltre che Lonnie Walker IV ed il nuovo arrivato Zach Collins.
In questo mix di giovani talenti e tante aspirazioni per il futuro, si inserisce Popovich: 73 anni a gennaio e 26 vittorie di stagione regolare che lo separano dall’essere l’allenatore più vincente di sempre. Se con l’inizio del rebuilding si temeva una sua dipartita definitiva dalla pallacanestro NBA, il nucleo promettente sul quale gli Spurs stanno costruendo sembrerebbe aver “rivitalizzato” coach Popovich.
“Mi diverte far ciò“, ha dichiarato l’allenatore degli Spurs. “Molti di questi ragazzi hanno trascorso pochi anni al college e non hanno avuto così tanto tempo per adattarsi alle nuove richieste. Mi è piaciuto osservare una squadra volenterosa di migliorare, fare gruppo, ogni singolo giorno”.
Tra Popovich e San Antonio è presente un legame stretto che nel corso degli anni è diventato simbolo della franchigia, a tal punto da essere onorato perfino dalle nuove generazioni. “Non puoi far altro che portare rispetto per Pop“, ha riportato l’altro acquisto Doug McDermott. “Quando parla, sono tutti in silenzio ad ascoltarlo. E’ fantastico stargli attorno“.
“L’età conta, ma fino ad un certo punto“, ha esordito così Jakob Poeltl. “E’ sempre divertente vedere i più giovani indecisi se ridere o meno agli scherzi di coach Pop. Non sono sicuri se è il momento giusto per far ciò”. Che dietro a quello sguardo serio si sia sempre celata una persona scherzosa ed aperta, che a 72 anni insegna ancora gli scivolamenti difensivi ai più inesperti, lo si era dopotutto già notato dai tempi delle interviste a bordocampo con il compianto Craig Sager.
Gestire un gruppo piuttosto giovane sarà l’ennesima sfida della carriera di coach Popovich, elogiato anche da Erik Spoelstra, capo allenatore dei Miami Heat e suo vice alle Olimpiadi. “Possiede delle doti comunicative fuori dal comune, riesce a leggere attraverso gli occhi delle persone. E’ in grado di capire come comportarsi in ogni situazione, sa far sentire tutti a casa. E’ il suo superpotere”.
Molto è cambiato nel corso degli anni, ma è come se Gregg Popovich fosse rimasto sempre lo stesso. “Pop rimane Pop“, ha per l’appunto affermato Lonnie Walker. Diamo quindi il via alla stagione degli Spurs, che debutteranno mercoledì 20 ottobre contro gli Orlando Magic.

