Ja Morant si sente già il leader dei Grizzlies. In un’intervista con Bleacher Report gli è stato già chiesto se il premio di “Rookie of the year”sia uno degli obiettivi principali della sua stagione. “Il premio di Rookie of the year non è al momento una delle mie priorità. Sto solamente cercando di essere il giocatore migliore che possa essere e fare qualsiasi cosa sia in grado di fare per aiutare la mia squadra a vincere”.
Parole sagge quelle della seconda scelta assoluta del Draft 2019. Sembra essersi già calato nel ruolo di frontman della squadra, evitando di guardare a gratificazioni personali e pensando soltanto al bene del gruppo. Tuttavia, è inutile negare che sia uno dei candidati più papabili per la vittoria finale del ROY. Ovviamente se lo contenderà con Zion Williamson, R.J. Barrett, Darius Garland, Coby White e la new entry Tyler Herro che in quel di Miami sta impressionando.
Grizzlies, Morant non vede l’ora di giocare contro i suoi idoli
Morant poi alla domanda su chi siano gli avversari che vorrebbe incontrare risponde così: “I migliori della lega. Sono davvero eccitato, è grandioso crescere e guardare tutti questi campioni giocare e ora avere l’opportunità di competere contro di loro”.
Parafrasando le sue parole: rispetto per tutti, paura di nessuno. Morant affronterà quindi sul parquet i suoi idoli (LeBron James, Giannis Antetokounmpo, James Harden, Steph Curry e Paul George), ma lo farà consapevole dei suoi mezzi e con la voglia di emularli e, perché no, superarli.
Inutile dire che un paragone obbligato che lo vedrà protagonista in quel di Memphis sarà quello con Mike Conley. Il nuovo giocatore degli Utah Jazz è stato scelto con la quarta scelta assoluta nel 2007 e ha lasciato la franchigia solo in quest’ultima free agency. Morant è consapevole dell’eredità che dovrà caricarsi sulle spalle, ma questa è anche una responsabilità che lo sprona e lo incoraggia a migliorarsi ancora di più.
“Ovviamente, lui (Mike Conley, ndr) è una leggenda qui a Memphis. Perciò so di avere una grande responsabilità da ereditare, ma non andrò là fuori cercando di forzare le cose. Continuerò a giocare a modo mio e fare qualsiasi cosa per la mia squadra”
Ja Morant sembra già aver assunto la mentalità di un vero leader: evita di parlare di premi personali, sa di dover sostituire Conley ma lo farà senza snaturare il suo gioco, mette al centro di ogni suo discorso il bene della squadra. Con degli egregi compagni di squadra come Valanciunas, Anderson, Jackson jr. e Crowder, Morant proverà a sorprendere anche in una Western Conference più che affollata.

