Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsIndiana PacersHaliburton dopo gara 2: “I Bucks non ci piacciono, e noi non piacciamo a loro”

Haliburton dopo gara 2: “I Bucks non ci piacciono, e noi non piacciamo a loro”

di Michele Gibin
haliburton bucks

Tyrese Haliburton non ama i Milwaukee Bucks e soprattutto ama provocarli, come visto anche in gara 2 della serie con cui i suoi Indiana Pacers si sono portati sul 2-0 e in ottima posizione per eliminare Giannis Antetokounmpo e compagni, per il secondo anno di fila.

Al contrario di gara 1, e con un Damian Lillard in più stavolta, i Bucks sono riusciti a rimontare da una buca di 15 punti di svantaggio che per due volte Indiana aveva scavato, e sono arrivati a un possesso di distanza sul 115-113 Pacers. Due tiri da tre di Pascal Siakam e Andrew Nembhard li hanno ricacciati indietro e riequilibrato l’universo, sarebbe stata infatti per Indiana una beffa finire sull’1-1 dopo la superiorità mostrata finora. E invece, 123-115 e doppio vantaggio confermato.

A pericolo scampato, anche Haliburton ha potuto sfogare tutta la sua voglia di provocare un avversario che non ama, e con cui la cosa è reciproca. La point guard dei Pacers ha ripreso la sua diatriba con Lillard, già iniziata in gara 1 con Dame ancora in abiti civili in panchina, imitando il gesto tipico dell’orologio da polso reso celebre dal suo rivale, negli anni. Qualcosa che Lillard non gradisce.

Non è stato l’unico momento teso di gara 2. Nel primo tempo Gary Trent Jr, Pascal Siakam e Bennedict Mathurin si sono allacciati in una lotta a rimbalzo generando un piccolo accenno di rissa. TJ McConnell ha provato a provocare “tirare dentro” un tipo emotivo come Bobby Portis, andando a abbaiargli in faccia. Kevin Porter Jr nel terzo quarto ha trattenuto per un piede Thomas Bryant che sprintava in contropiede, e dall’altra parte Aaron Nesmith ha commesso un fallo al limite su Antetokounmpo, abbrancandolo per le spalle per mandarlo in lunetta.

Non stiamo qui a fare finta di niente, loro non ci piacciono e noi non piacciamo a loro. E tutte e due vogliamo vincere per cui non m’importa, io sono solo qui per questo” ha detto Tyrese Haliburton “Con Lillard? Siamo avversari e vogliamo vincere, e siamo al livello più alto di tutti, il più intenso ai playoffs (…) sono sicuro che vedremo ancora più animosità andando avanti nella serie, sapete quando tutti dicono che le rivalità non ci sono più nella NBA? Eccone qui una. Abbiamo giocato contro mille volte in due anni e c’è ancora tanto basket da giocare tra noi“.

Se la serie sarà più lunga di 4 partite dipenderà dai Milwaukee Bucks. Asfaltati in gara 1, spinti anche dall’orgoglio in gara 2 i Bucks sperano di aumentare percentuali e intensità al Fiserv Forum ma i problemi difensivi contro Indiana sono evidenti. Brook Lopez non può stare in campo, coinvolto in ogni pick and roll per allontanarlo dal canestro e attaccarlo, e dalla panchina a parte Bobby Portis, quasi eroico in gara 2 con 28 punti e 12 rimbalzi, Milwaukee non ha quasi nulla con Porter Jr, Jericho Sims e AJ Green non pronti a questi livelli, perlomeno in trasferta.

Milwaukee ha comunque tirato col 40% da tre in gara 2 e vinto il quarto quarto. Una tripla da 9 metri di Lillard li aveva rimessi sul -2 e in scia per il sorpasso prima di un errore difensivo che ha lasciato libero Siakam sul perimetro, e una mezza invenzione di Andrew Nembhard allo scadere dei 24 secondi che hanno chiuso il conto. Giannis Antetokounmpo ha segnato 34 punti con 18 rimbalzi e 7 assist, per Damian Lillard al rientro dopo 5 settimane di stop per un problema di salute 14 punti in 37 minuti, e tanta fatica soprattutto nel secondo tempo.

Tyrese Haliburton non ha tirato bene da tre (3 su 10) ma ha messo assieme una doppia doppia da 21 punti e 12 assist, per Siakam 24 punti con 11 rimbalzi e per Nembhard 17 punti, dalla panchina 14 i punti di Mathurin.

La serie è ancora lunga, vince chi arriva a 4 vittorie. E loro hanno solo vinto in casa, noi dobbiamo fare lo stesso, sappiamo che cosa dobbiamo fare, conta solo gara 3” così Giannis “A me di cosa pensano i Pacers di noi non importa nulla, c’è solo gara 3. Che poi ci sia animosità tra noi, penso si veda, io ne resto lontano ma se vengo toccato, so come comportarmi“.

You may also like

Lascia un commento