Il dominio in questa regular season è incontrastato, gli Houston Rockets sempre più primi ad Ovest, grazie anche a James Harden e il suo tiro. Mai come quest’anno le cifre del ‘Barba’ sono stupefacenti. Il giocatore dei Rockets viaggia a medie incredibili grazie ad un tiro sempre più solido e immarcabile.
Il probabile MVP della stagione sta continuando a segnare con costanza. A questo punto della stagione ha messo a referto in media 31 punti, 5.2 rimbalzi e 8.7 assist a partita. Nonostante ad inizio stagione vari addetti ai lavori mettevano in discussione il binomio Harden-Paul, il 13 dei Rockets ha smentito tutti trovando in CP3 un alleato perfetto per la rincorsa ai Golden State Warriors.
Questa notte l’ex giocatore di OKC ha messo a segno 42 punti nella vittoria contro i Portland Trail Blazers. The Beard ferma così la franchigia dell’Oregon dopo una striscia vincente lunga 13 partite, imponendosi per 115-111. I suoi movimenti immarcabili sono frutto di un lavoro maniacale. I suoi step-back da tre punti non danno punti di riferimento e le percentuali affermano l’assunto.
I numeri di Harden e il suo tiro. Statistiche da MVP
Come spiega Harden, i tiri dalla lunga distanza li ha costruiti con un lavoro metodico e costante,, rendendolo uno dei più efficaci nella lega. Il suo 37.3% dall’arco considerando la media di 10 triple prese a partite, fa impressione. Anche per quanto riguarda i tiri da due punti non andiamo affatto male. Prendendo in considerazione la mole di tiri che Harden effettua in una partita, il 53.3% dal campo da due, con 10 tentativi a partita è fantascienza. Numeri che non si costruiscono da soli, come ribadisce The Beard:
Questa cosa non viene da sola. Sto lavorando costantemente tutti i giorni, ogni singolo giorno. Sto cercando di fare meglio e migliorare, è quello che sto facendo
Sulla carta, con quello che hanno dimostrato in questa regular season, i primi contender al titolo NBA sembrano essere proprio gli Houston Rockets di Harden e Paul. L’abitudine a vincere dei GSW nei playoffs potrebbe incidere, ma mai come quest’anno la franchigia del Texas può credere di tornare a vincere un titolo che manca ormai da troppo tempo.

