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Houston, sconfitta imbarazzante contro dei Mavs rimaneggiati

di Davide Bomben

Gli Houston Rockets avevano terminato la scorsa stagione con il terzo miglior record di vittorie/sconfitte, preannunciando così un altro scoppiettante anno. James Harden e soci, invece, hanno cominciato a collezionare una serie di sconfitte imbarazzanti con i Brooklyn Nets, Denver Nuggets e, per ultimi, i Dallas Mavericks. Nella partita di questa notte, contro i cugini texani, hanno subito una sconfitta importante, nonostante i Mavs non abbiano fatto giocare tre dei loro giocatori chiave ( Dirk Nowitzki, Chandler Parsons e Wesley Matthews), schierando nel loro quintetto base solo un giocatore con più di 12 punti di media: Deron Williams.

Quello che ha portato i Rockets ad essere una franchigia dominante nella passata stagione era principalmente lo sforzo. Il GM di Houston, Daryl Morey, aveva assemblato una squadra con parecchi lunghi, che compensavano la loro mancanza di abilità con una ferrea volontà di vincere. Inoltre vi era un esplosivo James Harden a condurre l’attacco, permettendo così a tutti i compagni di concentrarsi meglio in fase difensiva. Come riportato da theScore.com, i “razzi”, nella partita di questa notte, non hanno portato in campo nulla di ciò sopracitato. Discontinui in difesa e spesso senza idee in attacco, hanno permesso a Raymond Felton di poter registrare a tabellino ben 23 punti, con 8 su 16 dal campo (non accadeva dal marzo 2013, n.d.r.).

Bisogna dar adito anche al buono gioco proposto dai Mavericks che, sfruttando le disattenzioni difensive dei Rockets, hanno saputo approfittare della situazione col massimo risultato e il minimo sforzo. Felton e Devin Harris (15 punti con un 7 su 11 dal campo, nei suoi 29 minuti di gioco) hanno trovato il canestro con facilità, in una difesa priva del suo principale punto di riferimento nel backcourt: Patrick Beverley. Il fatto più preoccupante per i Rockets riguarda Harden, che ha riscontrato parecchie difficoltà in attacco, chiudendo la partita con un terribile 5 su 21 dal campo. Seppur sia riuscito a segnare 25 punti (grazie ai 14 tiri liberi segnati) e smistare 10 assist, la sua meccanica di tiro nel jump-shooting  appare ancora irregolare. E nemmeno l’intesa con Ty Lawson pare funzionare, seppur le premesse annunciavano una grande coppia, con un plus/minus di -25 per i Rockets quando erano presentei entrambi sul parquet. 

Insomma, se per Houston ci si aspettava una grande stagione, sulla sfondo di quella precedente, terminata solo di fronte ai futuri campioni dei Golden State Warriors, sembrerebbe, invece, che le aspettative abbiano aggiunto maggiore pressione ad un team che, nella durissima Western Conference, pare essere in grande difficoltà.

Per NBAPassion

@DavideBomben

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