fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMemphis Grizzlies Ja Morant, gaffe su Twitter per uno slogan anti polizia, si scusa

Ja Morant, gaffe su Twitter per uno slogan anti polizia, si scusa

di Michele Gibin

Ja Morant, rookie dei Memphis Grizzlies e candidato numero 1 al premio di matricola dell’anno, si scusa per una gaffe via Twitter che lo ha visto suo malgrado protagonista.

Morant aveva rilanciato sui social un fotomontaggio della sua maglia da gioco col suo numero 12 e la scritta “F**k” al posto del cognome, un’allusione ad uno slogan anti polizia utilizzato anche dai manifestanti in America in queste settimane. Il tutto accompagnato dal testo: “Voglio metterci questa sulla mia maglia“.

Il giocatore ha poi rimosso il tweet e precisato: “Non dicevo sul serio“, ma la cosa non era naturalmente potuta sfuggire al popolo del web.

Il numero 12 è associato in America alla divisione anti narcotici della polizia, un termine gergale usato anche in ambienti criminali per riferirsi alle forze dell’ordine.

Ja Morant si scusa: “Ci sono tanti poliziotti buoni, devono farsi sentire”

Sempre via Twitter, Ja Morant ha poi pubblicato un lungo post di scuse e spiegazioni: “Per prima cosa, mi scuso per aver ripostato qualcosa di cui non avevo controllato il contenuto, il mio post voleva denunciare quei poliziotti che se la cavano nonostante i loro delitti nei confronti delle donne e uomini neri, e quelli che continuano a molestare chi protesta pacificamente. So che ci sono alcuni ’12’ buoni, ne conosco un po’ e sono di casa. E sono grato agli agenti che a Murray State si sono presi cura di me e di quelli che anche oggi lo fanno. Ma abbiamo BISOGNO che questi bravi agenti si facciano avanti e si assicurino che quelli cattivi non abusino del loro potere“.

Troppe vite sono state spezzate dalla polizia, cose che si sarebbero potute evitare. Forse vedete in me solo un giocatore di basket, e forse perderà qualche ammiratore per questo ma io non rimarrò in silenzio. BLACK LIVES MATTER! Dov’è la giustizia per Breonna Taylor e per tutte le vittime innocenti dei poliziotti cattivi e impuniti?“.

Ja Morant aveva chiesto nelle scorse settimane la rimozione della statua del generale confederato Robert E. Lee, capo di stato maggiore dell’esercito degli Stati Confederati d’America durante la Guerra Civile (1861-1865), che campeggia nel campus dell’università di Murray State nel Kentucky.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi