“Ero a letto. Mi hanno chiamato e dicevano ‘Hai visto su Internet?’. Pensavo che qualcuno avesse parlato di me, ancora. Quando ho visto sono rimasto scioccato, ho scritto a JJJ e basta.”
“È dura per me, ho avuto Taylor come allenatore da quando sono arrivato in NBA. Tutto ciò che ho fatto con la canotta dei Grizzlies l’ho fatto sotto la sua ala, quindi è difficile. è la prima volta che mi capita di avere un coach che lascia da quando gioco a basket, quindi ci sarà di che riflettere. Servirà tempo. Solo che è dura.”
Questo è come Ja Morant dice di aver reagito all’esonero di coach Taylor Jenkins. C’è puzza di “LeBron non sa niente della trade per Doncic”, quando in realtà ha pure messo becco su chi includere nella trade (questo secondo Marcus Morris). Almeno il Re non ha fatto finta di essere dispiaciuto, come Durant non ha mai fatto finta di non essere dietro all’esonero di Nash o tra pochi mesi Budenholzer, come Giannis con Griffin o come lo stesso LeBron con chiunque lo abbia allenato negli ultimi 8 anni.
Non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo caso di superstar scontente che vengono accontentate dalla franchigia con l’esonero dell’head coach. Infatti, secondo svariate fonti, Ja non era soddisfatto di come la sua squadra giocasse, di come Jenkins abbia deciso di impostare la manovra offensiva, privandosi quasi completamente dell’uso del pick-and-roll, preferendo un attacco dinamico fatto di tagli e rimpiazzi con la palla che viaggia senza un ball-handler dominante.
Tim MacMahon, reporter di ESPN, ha parlato lunedì al podcast Hoops Collective dei malumori di Morant e addirittura dell’eventualità di una trade per quest’estate: “Si è detto che Ja Morant sia stato infelice per tutta la durata della stagione. Si è detto che Memphis potesse tradarlo quest’estate. Quindi, Ja può muoversi già quest’estate? Può Ja forzare o almeno chiedere una trade? Memphis sarebbe disposta a farlo? Quando era in campo però, secondo alcune fonti interne, Morant si è lamentato dei nuovi schemi, che gli tolgono la palla dalle mani e che non contemplano blocchi, che lui amava usare in quanto ball-handler”.
Le voci sulla trade sono state smentite dal Gm Kleiman, ma quelle sui malumori di Ja no. Secondo The Athletic il due volte All-Star aveva già avuto da ridire con la dirigenza la scorsa estate, quando se n’è andato Blake Ahearn, assistente allenatore a cui era legato.
Comunque le scelte tattiche di Jenkins di cui parlavamo prima hanno portato Memphis a essere il secondo miglior attacco in NBA (122.2 PPG) e la quinta potenza a Ovest, dopo essere stati tra il secondo e il terzo posto per una lunga frazione di stagione; ora la percentuale di vittorie è calata, un po’ perché è scemato l’effetto novità di un attacco così originale, un po’ perché a causa di mille infortuni la squadra non ha trovato la propria forma definitiva e infine perché la difesa d’altro canto è la 25esima in NBA (117.1 OPPG). Oltre al fatto che Morant è stato spesso infortunato quest’anno, quindi cercare uno stile di gioco autosufficiente pure senza la creation di una superstar era una scelta necessaria.
Può un calo di prestazioni, che comunque non ha compromesso l’accesso alla post-season, giustificare interamente l’esonero di un allenatore? A quanto pare sì, visto che il Gm Kleiman dice che a prendere la decisione sia stato soltanto lui. Magari questo è solo un mio complotto, ma abbiamo una star giovane che fa i capricci perché vorrebbe avere la palla in mano, un allenatore bravo ma che non accontenta questa star, un record di squadra positivo che garantisce l’accesso alla post-season a 9 partite dal termine, un decennio in cui tanti allenatori sono stati cacciati per capricci di superstar… ci sono più elementi per pensare che Ja abbia messo becco nella decisione di cacciare coach Jenkins o che abbia scoperto tutto su Instagram? La risposta vien da sé.
Oppure c’è un altro scenario ancora: i Grizzlies davvero hanno operato alle spalle di Morant, ma con l’unico intento di assecondare le sue lamentele e non di seguire una progettualità basata sui risultati ottenuti sul campo. Adesso al posto di Jenkins ci sarà Tuomas Iisalo, che non ha esperienza come capo allenatore in NBA, quindi è perfetto per accontentare ancor di più le richieste dell’ex MIP.

