La vittoria nella notte di domenica contro gli Orlando Magic da parte dei Celtics ne conferma l’ottimo stato di forma. Boston infatti attualmente è prima a Est, con una serie aperta di 5 vittorie in fila. Tra i maggiori trascinatori di questi Celtics ovviamente troviamo Jaylen Brown, sempre più leader all’interno di uno spogliatoio che sembra aver trovato la quadra. Ruolo che lo stesso Brown sembra aver accettato, sottolineando in che modo possa essere d’aiuto alla squadra.
“Dare l’esempio, in entrambe le parti del campo,” ha detto Jaylen. “Penso che questa sia una delle forme di leadership più forti, ma anche essere un po’ più vocali, non tralasciare alcun aspetto. In ogni singola partita, cercando di competere, di dare il massimo, cercando di mettere la nostra squadra nelle condizioni di vincere. Essere altruista su entrambe le metà del campo, sacrificare il proprio corpo, ma anche affrontare qualsiasi imprevisto e rispettare il proprio avversario. Tutto ciò è dovuto alla leadership.”
Brown ha anche sottolineato come le partenze dei vari Smart e Grant Williams abbiano lasciato un vuoto dal punto di vista della leadership, che adesso lui e Tatum sono chiamati a colmare.
“I ragazzi che abbiamo avuto l’anno scorso sono stati fantastici e ci hanno dato l’opportunità a me e JT di sfruttare queste opportunità per diventare più leader, e ho sicuramente abbracciato questo ruolo. Detto ciò abbiamo ancora molto lavoro da fare. Non penso che siamo nella nostra forma ottimale o che stiamo giocando al meglio, ma stiamo iniziando a muoverci nella giusta direzione e dobbiamo continuare a crescere e a dare il massimo.”
Crescita in tutti gli aspetti del gioco
Altro sintomo di una grande crescita da parte di Brown è stata la capacità di rispondere alle critiche mostrando i propri miglioramenti in campo. La scorsa settimana, ESPN aveva realizzato una grafica nella quale mostrava un back-to-back nel quale Jaylen aveva collezionato 0 assist. In risposta, nelle scorse 5 partite, Brown non è mai sceso sotto i 4 a partita, mettendone a referto addirittura 6 nella scorsa gara. Questo ampliamento del proprio gioco, per stessa ammissione del giocatore, ha lo scopo di conquistarsi a pieno la fiducia di tutta la squadra, in modo da potersi sentire ancora più dentro al progetto della franchigia.
“Mi sto guadagnando la fiducia dei miei compagni di squadra e dello staff tecnico per fare il meglio possibile in modo che, se anche commetto un errore, mi rimetteranno comunque la palla nelle mani”, ha detto Brown. “È un modo per infondere fiducia e ricoprire più posizioni e più ruoli. Per questa squadra posso essere più un playmaker, in un certo senso. Essere più passatore e meno realizzatore, e semplicemente essere un giocatore di basket. Quindi provo ad aggiungere aspetti nuovi al mio gioco e non vedo l’ora di migliorare ulteriormente in futuro”.
La “Celtics Basketball”
Stando alle parole di Joe Mazzulla e dello stesso Brown il segreto dietro a questa striscia di successi è il Celtics basketball. A Boston infatti sembrano star iniziando a trovare una propria identità di squadra, sia nello spogliatoio sia nello stile di gioco.
“Penso che stiamo iniziando a giocare quello che chiamerei ‘Celtics basketball'” Ha detto Mazzulla. “Dal punto di vista della mentalità, della tenacia, della difesa e dell’identità, riflettendo su cosa significhi giocare come i Celtics, e penso che questa settimana lo abbiamo dimostrato.”
Un basket scandito da difesa tenace e ritmo in attacco, con i dati che confermano questo trend. Boston è la terza miglior difesa della lega, concedendo agli avversari appena il 44.5% dal campo. In attacco invece la presenza di ottimi tiratori permette ai Celtics di alzare il ritmo prendendosi tanti tiri da dietro l’arco, realizzandone il 37.2%.
“Penso che dobbiamo dare ritmo alla difesa, prima di tutto,” ha detto Brown. “Penso che dobbiamo lasciare che questa getti le basi per il nostro successo. Voglio continuare a chiedere il massimo a me stesso e anche ai miei compagni di squadra. E penso che giocare con ritmo in attacco sia fondamentale. Penso che questi due fattori ci condurranno nella giusta direzione.”

