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Coronavirus, lettera aperta all’America di Jaylen Brown: “Siamo a gara7 contro la nostra società ingiusta”

di Michele Gibin

Jaylen Brown, ala dei Boston Celtics, sceglie il Guardian per una lettera aperta sulla situazione coronavirus nel suo paese, gli Stati Uniti, e per descrivere il clima di grande disinformazione e superficialità con cui tanti americani vivono ancora la situazione. Il giocatore ha poi voluto esprimere la sua vicinanza al collega Karl-Anthony Towns che a causa del covid-19 ha perso l’adorata madre Jacqueline, “Jackie”, un lutto che ha toccato la comunità degli atleti NBA da vicino.

NBA che lo scorso 12 marzo fu la prima lega sportiva professionistica a sospendere ogni attività dopo i fatti di Oklahoma City Thunder- Utah Jazz e la positività al test per il coronavirus Sars-CoV2 di Rudy Gobert e Donovan Mitchell. “Il mio obiettivo con questo editoriale è cercare di ispirare la nostra società ad unirsi invece che allontanarsi e disperdersi“, scrive Brown “In epoca di distanziamento sociale, segregarsi ancora di più sembra la scelta più facile, ma dobbiamo accettare la sfida di fare il contrario: doniamo ai banchi per le raccolte cibo, per i rifugi per i senzatetto e per i meno fortunati di noi, raccogliamo risorse per gli operatori sanitari, questi lavoratori straordinari che sono i veri eroi silenziosi di quest’epoca. Supportiamo le loro famiglie, sosteniamo le famiglie che hanno bisogno e coloro che hanno perso qualcuno di importante. anche il più piccolo gesto di compassione può salvare delle vite“.

Dopo aver vissuto in prima persona l’effetto dell’epidemia sulla NBA, non posso non guardare a come le vite di tutte le persone a me care siano state condizionate dal virus (…) lo sport ha un’influenza positiva sulla nostra società, e sono fiero di come la NBA stia usando oggi i suoi canali“.

Jaylen Brown: “America, siamo a gara 7”

In America“, prosegue Brown “La scarsità di dispositivi medici è palese. Il numero di domande per i sussidi di disoccupazione è alle stelle. Ma se ne avete i mezzi, vi imploro a dare una mano al vostro prossimo in difficoltà (…) oltre 30mila persone negli USA hanno perso la vita, la percentuale di popolazione nera colpita dal virus è allarmante quanto non proporzionata al resto. Il nostro sistema sanitario potrebbe davvero finire per rivelare le ingiustizie che la nostra bella nazione ha costruito e poi soppresso sin dai suoi albori (…) la disinformazione ha toccato nuovi vertici, la progressiva insofferenza delle persone è palpabile ogni giorno di più, pare che gli uomini responsabili di informare i cittadini agiscano ognuno per un proprio fine, dai media locali ai membri del governo. C’è confusione a livello politico, confusione che si trasmette alle persone“.

In America“, chiude il giocatore dei Celtics “Non esistono ancora vaccini per le ineguaglianze sociali, di genere e nell’educazione, né per la povertà, l’impossibilità di accesso alle risorse, e discriminazioni culturali (…) spero che la nostra nazione possa riconsolidarsi e guarire nelle prossime settimane, usiamo questo periodo per trovare soluzioni comunitarie per tutti i nostri problemi, con uno sforzo di squadra“.

Siamo a gara 7, e la nostra performance oggi decreterà il risultato per noi. Facciamolo, giocando come una vera squadra“.

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