“Ai miei figli dirò un giorno: ho giocato con Joel Embiid“, ha il senso del drammatico Tobias Harris per descrivere la prestazione da 50 punti di Joel Embiid dei Philadelphia 76ers, che contro i Chicago Bulls ha siglato il suo nuovo career high NBA.
Il centro camerunense dei Sixers rilancia la squadra e la sua candidatura a MVP della stagione regolare con una prova da 50 punti, 17 rimbalzi, 5 assist, 2 recuperi difensivi e 4 stoppate e in cui c’è tutto. Gioco spalle a canestro, mid-range, gioco di piedi, jumper, potenza, un coast-to-coast in palleggio per chiudere il primo tempo della partita con un layup.
I 76ers (20-10) hanno vinto per 112-105, a inizio terzo quarto tre canestri di fila di Embiid danno il +10 a Philadelphia, ma i Bulls non mollano e a 7 mnuti dal termine sono addirittura in vantaggio di un punto, 89-88. Un rimbalzo offensivo più canestro di Joel in mezzo a 4 difensori di Chicago dà il nuovo +5 ai 76ers, un suo assist proprio a Harris lo conferma a 2:40 dal termine, uno step-back dalla media distanza degno del miglior Damian Lillard risolve definitivamente la faccenda per Phila.
Joel Embiid da 50 punti: “Io immarcabile, ecco perché”
Philadelphia che raccoglie la vittoria numero 20 in stagione, Doc Rivers diventa così l’allenatore di Team Kevin (Durant) per l’All-Star Game 2021 e soprattutto i Sixers conservano il primo posto nella Eastern Conference. Joel Embiid ha segnato 13 punti nel solo quarto quarto, senza Ben Simmons in campo, Tobias Harris ne ha aggiunti 22 e Dannny Green 13.
Tobias Harris che ha solo parole di ammirazione per Joel: “Se un giorno mi chiederanno chi è il miglior giocatore con cui abbia mai giocato, quello è Joel Embiid. Essere in campo con lui è un onore“.
Dal canto suo Embiid, che in questa stagione sta dimostrando prima di tutto una brillantezza fisica mai mostrata prima in carriera, parla di un cambiamento soprattutto mentale: “Voglio dominare ogni possesso,ogni minuto. Lo scorso anno ho passato alcuni momenti duri, non c’ero davvero mentalmente. Poi anche le mosse che Daryl Morey ha fatto, aggiungendo più tiratori, aiutano molto. Però si tratta davvero per me di aver svoltato e di voler indicere ogni sera sa in attacco che in difesa“.
Per Embiid anche 15 su 17 ai tiri liberi. Il camerunense sta giocando da vero MVP, ed è oggi uno dei tre candidati “forti” al premio assieme a Nikola Jokic e all’eterno LeBron James. Joel Embiid ha già saltato 7 partite in questa stagione e se c’è un dato che potrebbe frenarlo per la corsa è proprio quello delle assenze. Per il resto, medie da 301.1 punti e 11 rimbalzi, con il 54% al tiro parlano da sole.
“E’ per questo che sono così immarcabile, se mi marcano in due posso guadagnarmi un fallo, se mi dai spazio posso tirare con l’esitazione in palleggio, un tiro che mi riesce bene. In più ho aggiunto più cose dal palleggio, sono più attivo“, spiega Embiid sulla sua varietà offensiva. In questa stagione Joel ha tagliato i tiri da tre punti e valorizzato il tiro dalla media distanza, dal palleggio o dopo aver ricevuto su un gioco a due. Con tiratori come Danny Green, Harris e soprattutto Seth Curry è più difficile raddoppiarlo, anche così Embiid si è trasformato in questa stagione in uno del giocatori più “clutch” della NBA.
“Oggi il gioco scorre più lentamente davanti a me (…) e sarà importante anche ai playoffs quando contro la stessa avversaria mi troverò a giocare spesso contro i raddoppi. E movimenti come step-back o catch and shoot sono difficil da marcare, questo tipo di tiri sono quelli che mi permeteranno di giocare per i prossimi 10-15 anni“.
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