Recentemente, Drew Brees, quarteback dei New Orleans Saints, ha criticato il gesto di Colin Kaepernick di inginocchiarsi durante l’esecuzione dell’inno nazionale Americano. Kaepernick, ex quarterback della NFL al momento free agent, aveva effettuato tale gesto la prima volta nel 2016, volendo protestare nei confronti delle discriminazioni razziali e dell’abuso di potere da parte degli ufficiali di polizia negli Stati Uniti.
Brees, in risposta a quel metodo di opposizione, aveva affermato:”Per me la bandiera nazionale è sacra, e il suo fu un gesto che mi disturbò all’epoca. Kaepernick aveva tutto il diritto di esporsi su un tema così importante, ma ci sono mille altri modi di manifestare il proprio dissenso, piuttosto che non rispettare la bandiera a stelle e strisce. Non sarò mai d’accordo con chi non rispetta la bandiera americana o il nostro Paese”. Svariate proteste si sono sollevate a seguito di questa dichiarazione, specialmente se si considera che, la NFL stessa, aveva inizialmente dichiarato di voler multare i giocatori e le società che avrebbero concesso ai propri atleti di inginocchiarsi nel pre-partita.
Ad oggi, con migliaia di cittadini statunitensi sparsi per le strade pronti a difendere i diritti della comunità afroamericana, la NFL non si è potuta più tirare indietro, ed ha dovuto prendere una posizione in merito alla questione.
“Noi, come NFL, condanniamo il razzismo e l’oppressione degli afroamericani. Noi, la NFL, ammettiamo di aver sbagliato non avendo ascoltato i nostri giocatori. Incoraggiamo tutti a discutere, prendere una posizione, e protestare pacificamente. Noi, NFL, crediamo nel Black Lives Matter“, queste sono state le parole del commissioner della maggiore lega di football nordamericana Roger Goodell.
We, the NFL, condemn racism and the systematic oppression of Black People. We, the NFL, admit we were wrong for not listening to NFL players earlier and encourage all to speak out and peacefully protest. We, the NFL, believe Black Lives Matter. #InspireChange pic.twitter.com/ENWQP8A0sv
— NFL (@NFL) June 5, 2020
Kareem Abdul-Jabbar: “La NFL si trova dalla parte giusta della storia”
Anche Kareem Abdul-Jabbar, hall of famer per quanto riguarda l’albo d’oro NBA, ha voluto esprimere il suo punto di vista in merito alla decisione presa dalla NFL. L’ex campione dei Los Angeles Lakers ha dimostrato più volte, in passato, di essere una persona dotata di un notevole spessore culturale, ed ha fatto tesoro di tale bagaglio per scrivere ben sedici libri e per mettere in guardia i lettori del Los Angeles Times da un virus molto più potente e longevo del Sars-CoV-2. Si tratta del razzismo, una minaccia nata da una mentalità contorta che tutt’oggi sopravvive in una società sempre più divisa e sempre più sull’orlo del collasso.
Il diciannove volte all-star ha riconosciuto in modo positivo la presa di posizione della NFL, considerandola come un cambiamento all’interno della mentalità di molte persone:”In realtà, non è affatto una sorpresa che la NFL si trovi dalla parte giusta della storia. Quello che è successo a George Floyd ha aperto gli occhi a molte persone, e, credo che tale accaduto abbia finalmente mutato l’approccio di alcuni che prima rimanevano indifferenti o condannavano le opposizioni“.
In relazione al gesto di Kaepernick, Jabbar ha invece affermato:“Stava sottolineando un qualcosa di cui nessuno voleva parlare. Ora abbiamo visto con i nostri occhi qual è il risultato di quel problema che non è stato affrontato in precedenza“.
Kareem Abdul-Jabbar: “Trump accusa chi si oppone? Non ci si poteva aspettare altro da lui”
Mentre molti hanno accettato le scuse di Drew Brees per aver erroneamente equiparato le proteste pacifiche al mancato rispetto della bandiera, il presidente Donald Trump ha criticato lo stesso quarterback proprio per essersi scusato:”Sono un grande fan di Drew Brees. Lo considero davvero uno dei più grandi quarterback, ma, in onore della bandiera e della storia americana, non avrebbe mai dovuto cambiare la sua opinione. La vecchia gloria deve essere venerata ed amata“.
I am a big fan of Drew Brees. I think he’s truly one of the greatest quarterbacks, but he should not have taken back his original stance on honoring our magnificent American Flag. OLD GLORY is to be revered, cherished, and flown high…
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) June 5, 2020
La reazione del presidente non è stata una gran sorpresa per Abdul-Jabbar, il quale già riteneva di conoscere l’esito della sua dichiarazione. “Beh, sai, cosa mai ti aspetteresti dal presidente Trump? Basta osservare la fonte da cui proviene un’affermazione del genere e tutto si chiarisce subito. Per lui, non cambierebbe niente se continuassimo ad agire come abbiamo fatto fino ad ora“.
