Secondo l’allenatore dei Brooklyn Nets Steve Nash, il ritorno in campo di Kevin Durant non è ancora vicino.
KD è fermo dalla seconda settimana di febbraio a causa di un problema muscolare alla gamba sinistra, e da settimane i Nets aggiornano sulle sue condizioni spostando un po’ più in la le date di un eventuale rientro. Nash ha parlato con i giornalisti e chiarito che Durant “sta facendo progressi” e che le impressioni in allenamento sono “buone”, l’ex star degli Warriors ha potuto aumentare il ritmo degli allenamenti di recente e ha preso parte ad alcuni 4 contro 4. Ma per il ritorno in campo in partita ci vorrà ancora del tempo.
Per Nash ci sono ancora alcune tappe da percorrere per rivedere Kevin Durant sul parquet con i Nets, sia Brooklyn che il giocatore stanno adottando un approccio ultra conservativo su un infortunio delicato, sulla stessa gamba che KD si infortunò gravemente nel giugno 2019 durante le finali NBA.
“Ha ancora dei passi da fare, in allenamento sembra sempre il solito grande KD. Tornerà sicuramente in campo, però non questa settimana, lo escludo“.
Insomma, di tabelle di marcia per il rientro di Durant non se ne parla, saranno squadra e giocatore ad annunciare il ritorno in campo al momento opportuno.
Chi invece farà il suo rientro in campo dopo 3 partite di assenza è Kyrie Irving, che ha saltato la trasferta dei suoi Nets per assistere alla nascita del secondo figlio. Brooklyn si attende anche di rivedere presto in campo Landry Shamet, infortunatosi la scorsa settimana alla caviglia destra e che dovrebbe rientrare nei prossimi giorni, e aspetta il debutto di LaMarcus Aldridge, l’ultimo acquisto della squadra.
Aldridge, 36 anni, ha giocato dal 2007 al 2015 ai Trail Blazers per poi accettare l’offerta da free agent dei San Antonio Spurs, dove ha giocato i playoffs da 2016 al 2019. In questa stagione, complici anche dei problemi fisici, aveva avuto a San Antonio un ruolo ridotto in appena 21 partite, con 13.7 punti di media e 4.5 rimbalzi in 26 minuti di gioco. Aldridge è fermo da tre settimane, quando dopo la pausa per l’All-Star Game di Atlanta era stato fermato di comune accordo con la squadra dagli Spurs, in attesa di una nuova sistemazione via trade o tramite buyout.

