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La NBA risponde alla senatrice Blackburn dei rapporti con la Cina, ma non la soddisfa

di Lorenzo Brancati

Marsha Blackburn, questo il nome della senatrice degli Stati Uniti che aveva rivolto alla NBA, ed in particolare al commissioner Adam Silver, alcune questioni riguardo la Cina. I rapporti tra la lega cestistica americana e lo stato asiatico erano finiti sotto l’attenzione di tutti dopo le spinose dispute di quasi un anno fa generate dall’ormai famosa uscita di Daryl Morey.

Ecco che dunque la risposta della NBA alla lettera dello scorso 1 luglio, contenente tre domande molto chiare:

  • 1) Quali sono le conseguenze finanziarie del fatto che la CCTV (tv centrale cinese, ndr) continui a non trasmettere le partite NBA?
  • 2) Esporre cortesemente lo scopo delle relazioni NBA con l’azienda cinese Alibaba.
  • 3) La NBA ha sostenuto la costruzione di una sede d’allenamento a Xinjiang, una delle zone peggiori del mondo dal punto di vista umanitario. Quali passi in avanti la NBA ha fatto per arginare questa situazione?

Le parole, riportate dalla rivista Sports Illustrated, sono quelle del COO Mark Tatum. Il dirigente ha per prima cosa affermato come le perdite relative alle trasmissioni cinesi ricadranno in un range di centinaia di milioni di dollari.

La seconda domanda ha ricevuto una risposta più articolata, legata ad accordi relativi anche alla distribuzione di contenuti targati NBA sulla piattaforma di Alibaba. Piattaforma della quale Joseph Tsai, proprietario dei Brooklyn Nets, è co-fondatore.

Infine, riguardo la sede d’allenamento NBA in Cina, nella regione di Xinjiang, Tatum si è limitato ad affermare: “La NBA non ha avuto alcun rapporto con l’accademia di Xinjiang per oltre un anno. La relazione è stata terminata.”

NBA e Cina, le risposte non sono sufficienti per la senatrice Blackburn

Dopo aver aspettato oltre 20 giorni per ricevere risposta, e dopo averla vista recapitata non da Adam Silver, personalmente interpellato, la senatrice Blackburn si è detta contrariata:

“E’ inconcepibile e irrispettoso che Adam Silver eviti un argomento che richieda vera leadership. La risposta del Deputy Commissioner and Chief Operating Officer, Mark Tatum, pecca di quelle preoccupazioni e responsabilità che si addicono ad una corrispondenza congressuale. Tali risposte tecniche non chiariscono qualora ci sia un conflitto tra le scelte finanziarie e i valori professati. In ogni caso sono contenta che per la prima volta la NBA abbia ammesso pubblicamente la fine dei propri rapporti con Xinjjang. Io continuerò le mie inchieste riguardo gli uiguri e le relazioni commerciali della NBA ai giusti livelli istituzionali.”

Insomma, sembra che la senatrice sarà ancora agguerrita e in cerca di risposte riguardo i rapporti tra Cina e NBA.

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