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Trump “militarizza” le città, Lillard: “Inquietante quello che sta accadendo”

di Francesco Catalano

L’omicidio di George Floyd avvenuto a Minneapolis non molto tempo fa ha scosso le coscienze dei cittadini americani che sono scesi nelle piazze per manifestare in favore dei diritti della comunità afroamericana: tra questi c’erano anche tanti volti noti del mondo NBA tra cui Damien Lillard dei Portland Trail Blazers.

Il caso Floyd è stato la cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dopo le numerose angherie subito dai neri in questi secoli, ora sembra che finalmente ci sia qualcosa di concreto affinché bianchi e neri godano degli stessi diritti. Da quel momento sono nate in tutti gli Stati Uniti d’America manifestazioni sulla scia del movimento “Black Lives Matter”.

E’ giusto anche dire che a fronte di tante proteste pacifiche e ben organizzate che hanno rispettato le norme anti-covid, hanno preso vita anche numerose manifestazioni violente che hanno messo a ferro e fuoco alcune città. Soprattutto Minneapolis che per diversi giorni è stata teatro di incendi, rapine e quant’altro.

Però, invece di parlare di casi isolati, questo comportamento violento è stato attribuito a tutte le manifestazioni. Quando, come detto, la maggior parte di queste erano pacifiche. Così, il presidente Donald Trump ha colto l’occasione per buttare di nuovo la palla in tribuna, inviando le forze armate in divisa militare in molte città degli States.

Una di queste città “militarizzate” è proprio Portland. A proposito Lillard si è detto sconcertato e così ha commentato la situazione. “Ho avuto un’esperienza diretta con la protesta un giorno ed era pacifica. E  la maggior parte dei video che ho visto mostravano proteste pacifiche. Perciò non capisco perché le truppe federali siano dovute intervenire rimuovendo fisicamente le persone dalle strade. Non è necessario ed è una situazione che fa paura”.

Lillard sconvolto da ciò che accade a Portland: “Le persone vengono portate via a forza dalle strade”

Il leader dei Blazers non si era accorto subito della situazione. Infatti ora si trova nella bolla di Orlando pronto a riprendere la stagione NBA insieme al resto dei compagni. “Non lo sapevo, finché ho visto un video. Ho visto persone essere prese e messe in un furgone, poi portate in luoghi sconosciuti. E ho visto altre cose del genere solo perché loro pensavano che ci fosse bisogno di togliere la gente dalle strade”.

L’esercito federale mandato da Trump non ha voluto ascoltare nemmeno le proteste del sindaco di Portland, Ted Wheeler, e della governatrice dell’Oregon, Kate Brown. Le truppe hanno ribadito il loro compito di riportare l’ordine nella città quando i due sopracitati hanno fatto notare loro che le proteste erano completamente pacifiche.

E’ assolutamente doloroso vedere persone che protestano pacificamente essere maltrattate ed essere portate via con la forza” ha concluso Lillard.

Di sicuro in questo modo la situazione rischia di diventare ancora più rovente e ogni mossa potrebbe rivelarsi decisiva anche in vista delle elezioni presidenziali che si terranno nel novembre prossimo.

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