Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersLakers, gara 2 è quella della frustrazione contro gli arbitri: “OKC fa quel che vuole”

Lakers, gara 2 è quella della frustrazione contro gli arbitri: “OKC fa quel che vuole”

di Michele Gibin
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E’ un vero peccato che le “annose polemiche arbitrali” manco fosse una puntata del processo del lunedì, coprano il fatto che i Los Angeles Lakers, pur sotto per 0-2 nella già difficile di suo serie contro gli Oklahoma City Thunder, sono stati in grado a tratti di giocarsela contro una squadra molto più forte e attrezzata. E che – sebbene ancora senza Luka Doncic – non paiono dunque destinati per forza a un 4-0 senza appelli con due partite a Los Angeles tutte da giocare.

Gara 2 per i Lakers è stata però la partita della frustrazione, contro gli arbitri che hanno scontentato un po’ tutti. Austin Reaves, finalmente positivo in attacco ma furioso a fine partita, LeBron James che prova ma non riesce per ora a far valere il peso della corona sui fischietti, coach JJ Redick che sfodera un campionario di facce, mani al volto e occhi strabuzzati in panchina che non sapevamo avesse. 125-107 alla fine per OKC in gara 2, frutto d’un terzo periodo da 36-22 di parziale dopo che i Lakers avevano giocato davvero un gran bel primo tempo, ed erano stati premiati: a inizio terza frazione gli ospiti erano avanti per 66-61 e Shai Gilgeous-Alexander con problemi di falli se n’era dovuto tornare in panchina.

I Thunder però hanno un roster lungo così e sono particolarmente pericolosi quando non sono al completo. Ajay Mitchell che guiocherebbe titolare un almeno 15 delle 30 squadre NBA oggi (e infatti Mark Daigneault tale lo ha promosso, al posto di Jalen Williams), ha segnato 20 punti con 6 assist, Jared McCain 18 punti dalla panchina e Chet Holmgrem finora MVP della serie altri 22 punti con 9 rimbalzi, 2 recuperi e 2 stoppate. Shai di punti ne ha messi 22 in 28 minuti di sforzo calibrato, la cosa sconvolgente è che OKC non ha bisogno di lui per scrollarsi di dosso i Lakers nel terzo periodo mentre i gialloviola si perdono in un match che non possono vincere, quello contro gli arbitri.

In 6 minuti i Thunder con Holmgrem, Jaylin Williams e McCain (ma chi lo ha regalato a OKC? Ah si, Daryl Morey) costruiscono un cuscinetto di 13 punti (91-78) che i Lakers riusciranno a ridurre a non meno di 5 punti di svantaggio in apertura di quarto periodo. Prima però di cedere anche alla fatica di giocate sostanzialmente in 7, di cui uno ha 41 anni.

LeBron James segna 23 punti con 6 assist, Austin Reaves finalmente trova ritmo in attacco e chiude con 31 punti e Rui Hachimura è tanto efficiente quanto poco “cavalcato” con 16 punti con 10 tiri. Deandre Ayton invece è impalpabile con 1 su 7 al tiro per 3 punti in 27 minuti, per LA 20 palle perse.

Non resta allora che abbandonarsi agli sfoghi contro gli arbitri nel post partita. LeBron James parla poco, Reaves e Redick sono più loquaci, la guardia dei Lakers è particolarmente arrabbiata per una giocata pericolosa di Shai Gilgeous-Alexander su di lui, nel primo tempo, quando nel tentativo di smarcarsi Shai lo “aggancia” col suo braccio e con uno strattone per liberarsi rischia seriamente di fare male al suo avversario. Giocata che gli costa un fallo flagrant di tipo 1. E a fine partita va a parlare con l’arbitro John Goble.

Gli ho detto che qui siamo tutti uomini adulti e che non c’è bisogno che gli arbitri urlino in faccia alla gente. E che se l’avessi fatto io mi avrebbe espulso. Infatti non ho preso alcun tecnico perché (Goble, ndr) sapeva di essere nel torto. Mi ha mancato di rispetto, mentre io sono stato rispettoso verso di loro“.

JJ Redick ha difeso LeBron James nel post gara, LBJ ha terminato con 4 su 4 in lunetta e s’è arrabbiato in un paio d’occasioni per un mancato fischio su un suo canestro. “LeBron James gode dei fischi peggiori che abbia mai visto per una superstar NBA. Altri giocatori, magari meno fisicati, sono più teatrali di lui e si attirano più fischi a favore, lui viene preso a mazzate per l’intera partita e spesso non viene tutelato. E non solo oggi, è sempre stato così. Tanti falli non fischiati, tanti colpi che passano inosservati“.

Ma oggi siamo stati bravi a non perdere la testa, poi le emozioni fanno parte del gioco” ancora Redick “Penso che il fatto che i Thunder godano di questo metro arbitrale sia che sono bravi a non far trasparire emozioni. Sono quadrati, non si lamentano con gli arbitri e magari è per quello che sono trattati così, chi lo sa… Ma giocarci contro è dura, perché di falli ne fanno eccome. Andrebbero fischiati di più“.

A tratti in partita sia in gara 1 sia in gara 2, i Lakers hanno una chance almeno di allungare la serie a casa propria a LA ma difficilmente potranno contare su Luka Doncic, il cui recupero a 5 settimane da uno stiramento muscolare sembra ancora lontano.

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