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Lakers, le prime impressioni su Smith e Waiters: ecco come cambia il backcourt

di Francesco Schinea

La corsa verso il titolo NBA dei Los Angeles Lakers è pronta a ripartire tra qualche giorno nella bolla di Orlando. Se l’assenza di Avery Bradley e l’infortunio di Rajon Rondo sembravano aver compromesso le chance di vittoria dei giallo-viola, gli scrimmage degli ultimi giorni potrebbero aver rivitalizzato i tifosi dei Lakers, soprattutto grazie alle prestazioni dei nuovi arrivati J.R. Smith e Dion Waiters.

Nell’ultima sfida amichevole contro gli Washington Wizards, sconfitti per 123-116, Smith e Waiters sono stati grandi protagonisti rispettivamente con 20 e 18 punti. Senza James, Davis, Kuzma e Howard, il match di ieri ha rappresentato l’occasione ideale per mettersi in mostra prima della ripresa ufficiale del campionato. I due veterani hanno indubbiamente convinto anche coach Frenk Vogel:

“Sappiamo che hanno talento, e oggi è stato probabilmente il loro giorno migliore”, ha dichiarato nel post-partita. “Per me è stata un’opportunità per modellare il loro modo di giocare in quello che vogliamo diventi il loro ruolo. Si tratta di ruoli diversi. Abbiamo chiesto a JR di essere aggressivo nel catch-and-shoot e lo ha fatto. A Dion invece di essere molto aggressivo, attaccare il ferro e fare buone letture”.

Particolarmente convincente la prestazione al tiro del campione NBA 2016 con i Cleveland Cavaliers, che ha messo a referto 6 delle 7 triple tentate. Le percentuali da dietro l’arco rappresentano il motivo principale che ha spinto Rob Pelinka ad offrire un contratto all’ex Knicks. Dopo le prime 63 gare di regular season i Lakers occupano, infatti, solo la ventiduesima posizione nella speciale classifica delle squadre con più triple segnate a partita, troppo poco per una squadra che può sfruttare gli spazi creati da Anthony Davis e le abilità da passatore di LeBron James.

Discorso diverso per Waiters, che è stato comunque in grado di incidere sulla partita, soprattutto nei minuti finali con alcune giocate decisive. L’ex giocatore dei Miami Heat potrebbe avere un ruolo determinante in uscita dalla panchina nelle prossime settimane. In attesa del rientro di Rajon Rondo è, infatti, probabilmente colui che meglio può offrire minuti di riposo a LeBron, come dimostrano i 6 assist realizzati contro Washington. Nelle tre uscite con la maglia giallo-viola le sue statistiche sono sempre aumentate, passando dai 9 punti in 14 minuti contro Dallas ai 12 in 21 minuti contro Orlando, fino alla gara di ieri.

Non solo Smith e Waiters: da Caruso fino a KCP, i soliti noti dei Lakers

Detto degli ultimi arrivati, a prendersi gran parte dei minuti del backcourt giallo-viola saranno giocatori già visti nella prima parte di stagione. Come già annunciato da coach Vogel, Kentavious Caldwell-Pope sarà nel quintetto titolare al posto di Avery Bradley, point-guard della starting lineup in gran parte della stagione. Il n°1 è stato senza ombra di dubbio tra i giocatori più affidabili fino a marzo, dopo le tante critiche subite nelle primissime gare del 2019/20.

Non è certo se KCP giocherà da 2 o da 3, ma sarà assolutamente uno degli esterni titolari giallo-viola, insieme a Danny Green. Da un tiratore con l’esperienza di Green è lecito aspettarsi un salto di qualità nei momenti decisivi della stagione, nel tentativo di vincere il terzo titolo con la terza franchigia diversa, dopo i successi con Spurs e Raptors.

Chi più di tutti potrebbe sfruttare il lungo periodo di inattività a proprio vantaggio è Quinn Cook, Praticamente inutilizzato fin qui, l’ex Warriors ha dimostrato nelle tre partite disputate di recente le proprie abilità da palleggiatore. Rispettivamente 13, 9 e 12 punti in queste uscite per uno degli uomini-spogliatoio apparentemente più importanti in casa Lakers, vista l’amicizia con Davis e James documentata sui social.

Obbligatorio chiudere con uno dei membri più affidabili del roster giallo-viola: Alex Caruso. Espulso dopo pochi minuti contro gli Orlando Magic, ieri si è preso una rivincita chiudendo con 17 punti, 6 assist e 5 rimbalzi, partendo titolare. Il suo minutaggio è destinato ad aumentare vertiginosamente in chiave playoffs. Se non è forse al livello di altri suoi compagni nella metà campo offensiva, ci sono infatti pochi dubbi su quella difensiva, che potrebbe fare davvero la differenza fra poche settimane.

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