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L’ex NBA Scot Pollard: “Ho bisogno di un trapianto di cuore”

di Michele Gibin
scot pollard

L’ex giocatore NBA Scot Pollard, oggi 48enne, è in attesa di un trapianto di cuore al Vanderbilt University Medical Center di Nashville, ma non sarà facile trovare un donatore adatto.

Pollard ha raccontato a Associated Press dall’ospedale, di soffrire di un difetto cardiaco congenito ereditario, una condizione nota da tempo ma che è peggiorata nel 2021 a seguito di un’infezione virale. Dopo anni di trattamenti con farmaci e tre interventi chirurgici per l’inserimento di un pacemaker, i medici hanno consigliato all’ex giocatore un trapianto come soluzione a questo punto migliore.

Scot Pollard, 506 partite NBA in carriera e alto 211cm per 120 chili ai tempi, avrà però bisogno di un cuore abbastanza robusto per sostentere un fisico tanto imponente. Non qualcosa di semplice da trovare tra i donatori, l’ex Sacramento Kings e Boston Celtics resta in attesa, ricoverato. “Resto qui finché non avrò un cuore nuovo“, ha raccontato a AP.

Il padre di Pollard morì a 56 anni per lo stesso problema, patologia di cui soffrono anche alcuni dei fratelli dell’ex NBA. Una condizione che Scot ha ben chiara da tempo: “Ho sempre saputo, da quando avevo 16 anni, che essere alti ha i suoi vantaggi, ma a 80 anni potresti non arrivarci“.

La difficoltà di trovare un donatore e un organo adatti ha costretto Scot Pollard a registrarsi in tutte le liste d’attesa possibili, col risultato che quando un donatore diventerà disponibile, in poche ore il giocatore dovrà essere in grado di raggiungere l’ospedale dove sottoporsi all’intervento. “E’ un po’ come andare in più casinò diversi per aumentare le proprie chance di vincere. Comunque, non è una cosa che dipenda da me o dai medici, ma i dottori dicono che potrebbe essere una questione di settimane piuttosto che di mesi (…) e sappiamo, so che cosa deve succedere perché si presenti un donatore. E’ un mix di emozioni difficili“.

La mia è una famiglia di giganti, io sono il più giovane di 6 fratelli e tutti sono più alti di me. Essere alti non è una maledizione, è una cosa di cui ritenersi fortunati. Ma ho sempre saputo che c’era una possibilità concreta che non potessi vivere a lungo, e questo ti dà una prospettiva diversa sulla vita e come viverla, su come trattare le persone“.

Scot Pollard ha giocato 11 stagioni nella NBA tra Detroit Pistons, Sacramento Kings, Indiana Pacers, Cleveland Cavs e Boston Celtics fino al 2007, nel 2002 era la riserva di Vlade Divac nei Kings che sfidarono i Los Angeles Lakers di Shaquille O’Neal e Kobe Bryant e persero in 7 partite alle finali della Western Conference, la sua miglior stagione in carriera per minuti, punti e rimbalzi.

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