Si respira un’aria tesa dalle parti del Moda Center. I Blazers stanno vivendo una delle stagioni più complicate degli ultimi anni. Quello che risalta agli occhi, è il grado di confusione che sta minando i progetti presenti e futuri di una franchigia che fino a un paio di anni fa raggiungeva dopo 19 stagioni di astinenza, il palcoscenico delle finali di Conference.
Un tracollo netto, coadiuvato dalla velata ma evidente rottura tra Damian Lillard e la franchigia di Jody Allen.
A inasprire ulteriormente la situazione ci ha pensato il ciclone che ha sommerso negli scorsi giorni il gm Neil Olshey. Oggetto un mese di un mese di indagini è stato prontamente sollevato dall’incarico.
L’ex dirigente dei Clippers, era accusato di bullismo, intimidazioni e linguaggio scurrile rivolto ai dipendenti dell’organizzazione. Come riportato da Chris Cwik di Yahoo Sports, durante un evento promozionale è intervenuto sulla faccenda la stella dei Blazers, che proprio da Olshey fu pescata al draft NBA 2012.
Lillard non è voluto addentrarsi nei dettagli della questione, limitandosi a esprimere mere parole di circostanza, oltre a ricordare il buon rapporto che ha sempre contraddistinto i due.
“Ho un sacco di pensieri, ma sapete, ho sempre avuto un ottimo rapporto con Neil. Mi ha scelto e mi ha dato l’opportunità di avere la carriera che ho avuto. È stata una grande corsa, ed è solo una situazione sfortunata nel business in cui lavoriamo”.
Il prodotto della Weber State University, è reduce da un inizio di stagione decisamente sottotono. I dati parlano di 21.5 punti, 7.8 assist e 4.8 rimbalzi a partita. Numeri influenzati certamente da uno stato psicofisico lontano dalle vette passate, e da un collettivo non più in linea con le ambizioni del numero 0.
Dunque non c’è da sorprendersi se in casa Blazers dovesse verificarsi, nei prossimi mesi, un nuovo terremoto.

