Nella partita di lunedì sera Lonzo Ball ha stupito ancora una volta, questa volta in positivo, realizzando la sua seconda tripla doppia della stagione e della carriera nel match contro i Denver Nuggets.
Il rookie dei Los Angeles Lakers, con quest’ultima prestazione, allontana i brutti pensieri e le critiche che insinuavano che non fosse un giocatore da NBA. Lonzo sta sperimentando i pro e i contro della grande pubblicità fatta dal padre negli scorsi mesi, infatti da lui ci i aspetta sempre tanto, forse troppo per un ragazzo della sua età.
Lonzo però è riuscito a rispondere alle critiche realizzando una tripla doppia da 11 punti, 16 rimbalzi e 11 assist in 40 minuti (tripla doppia raggiunta già a inizio quarto quarti). Soprattutto grazie alla prestazione delle seconda scelta assoluta del draft del 2017 i Lakers hanno battuto i Nuggets per 127-109.
“Questa è stata migliore tripla doppia fatta in stagione” ha dichiarato Ball ai microfoni di ESPN nel dopo partita quando gli fu chiesto quale delle due triple doppie aveva un maggior valore. “Mi è piaciuta di più questa. Da qui devo continuare a costruire il futuro“.
In più Ball è l’unico, insieme a Magic Johnson, ad aver realizzato più di una tripla doppia nel primo anno in NBA ad LA, sponda Lakers ovviamente e grazie alla prima Lonzo è diventato pure il rookie più giovane di sempre a riuscire in questa “impresa cestistica” superando per 4 giorni un certo LeBron James.
Luke Walton, nel dopo partita, riconferma la fiducia in Lonzo Ball e gli esprime massima vicinanza per le vicende familiari (il caso è l’arresto del fratello minore LiAngelo in Cina)
“Ha delle potenzialità che io non immaginavo nemmeno , specialmente per uno della sua età” ha dichiarato Walton. “Il nostro compito è sostenerlo e fargli sapere che per qualunque cosa noi ci siamo e crediamo in lui. Ho parlato con lui e gli ho confermato la mia fiducia, e che la squadra crede in lui al 100%“. Il coach dei Lakers finisce dicendo: “Non ho mai visto tanta attenzione per un giocatore così giovane, sono stato nei Lakers di Kobe, sono stato vice allenatore dei Warriors, ma non ho mai visto così tanta attenzione per un giocatore di quell’età“.

