C’era stato un periodo in cui Mark Cuban aveva covato ambizioni politiche, anche alte fino alla Casa Bianca, mentre negli anni aveva finanziato come ogni bravo businessman americano le campagne elettorali di candidati presidenti e sindaci di prestigio.
Oggi Cuban è talmente disilluso invece dalla politica statunitense che si è addirittura chiesto, a tre mesi dalle elezioni presidenziali, se non fosse possibile “liberarsi dai due partiti” Democratico e Repubblicano, e togliere di mezzo la loro presenza “che non aiuta, anzi complica le cose”.
Liberarsi dei Dem e del Good Ol’ Party con mezzi legali? Mark Cuban, che è un uomo curioso e senza dubbio creativo, ha cercato di capire come si potrebbe fare, e lo ha spiegato, in un’intervista concessa nelle scorse settimane e riemersa oggi: “Se avessi la proverbiale bacchetta magica, mi sbarazzerei subito dei due partiti, così. Ho anche provato a vedere come si potrebbe fare, ho parlato con degli avvocati, non l’ho mai raccontata questa, ma gli ho chiesto se non ci fosse un modo per denunciare i partiti all’antitrust? Voglio dire, non si può fare per ragioni politiche ovviamente, ma se qualcuno qui volesse ad esempio comprare qualcosa dai due partiti, come ad esempio una mailing list o cose del genere, e questi vi dicessero che non potete perché non siete iscritti al partito, allora fatemelo sapere perché potremmo denunciarli all’antitrust. Perché diciamocelo, non fanno nulla per migliorare la situazione, anzi. Ripeto, se potessi per magia, mi libererei di loro“. Una posizione che sarebbe piaciuta a Ayn Rand e ai protagonisti del suo “La rivolta di Atlante”.
Su X Cuban ha ripreso il segmento dell’intervista e rilanciato la sua idea, chiedendo consigli a esperti e avvocarti.
Il ritiro di Joe Biden dalla corsa alle presidenziali 2024 e la candidatura di Kamala Harris, che diventerà ufficiale dopo la convention democratica in corso a Chicago in questi giorni, hanno nel frattempo riacceso la scintilla dell’impegno politico anche per quella parte del mondo dello sport USA che sostiene l’area democratica-progressista. Steve Kerr, head coach dei Golden State Warriors e di Team USA, è stato tra gli oratori della prima giornata della convention, e nel suo intervento ha citato anche Stephen Curry.
Steph che ha partecipato a propria volta ai lavori, non di persona ma con un video di supporto alla candidatura di Harris: “Le Olimpiadi ci hanno appena ricordato che uniti possiamo fare tutto, possiamo ancora ispirare il mondo. E per questo penso che Kamala Harris da presidente possa unire il Paese e continuare a farlo crescere e muoversi in avanti. Si tratta di preservare speranza e fiducia nel nostro Paese, e fare in modo che possiamo avere cura delle nostre famiglie nel tempo prezioso che ci è concesso. Posso dirvi una cosa che sapevo già da tempo e oggi so ancora meglio: lei è perfetta per lo Studio Ovale“.

