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Mavericks e Heat ancora lontane dalle versioni migliori, Carlisle: “Non abbiamo fatto nulla”

di Lorenzo Brancati

I Dallas Mavericks sono tornati finalmente vittoriosi nella gara casalinga contro i Miami Heat. Il punteggio finale è stato un insolito 83-93, che ha evidenziato le recenti fatiche di entrambe le franchigie. Nessuna delle due, in effetti, sta vivendo un avvio di stagione soddisfacente.

Uscita finalmente di livello per Luka Doncic, che dopo alcuni passaggi a vuoto trascina i suoi con 27 punti, 15 rimbalzi e 7 assist. Malissimo invece Jimmy Butler, che con una prova letargica da 2 punti e da 0 su 6 dal campo è il simbolo dell’inefficienza offensiva dei suoi: gli Heat confermano le difficoltà evidenziate ai blocchi di partenza della stagione con il 37% dal campo e il 21% da tre punti.

Positiva per Dallas anche la gara di Tim Hardaway Jr, che gioca 39 minuti, segna 18 punti e fa registrare il miglior plus/minus di serata: + 17. Mavericks alla fine praticamente sempre in controllo della gara, al netto di un timido tentativo di rimonta nel quarto periodo degli Heat poi rivelatosi inconcludente.

L’impronta della scorsa annata sulle squadre playoffs come Mavericks e Heat

“Non abbiamo fatto ancora un bel niente.” ammonisce i suoi Coach Rick Carlisle, per evitare che l’ambiente sia colto da facili entusiasmi “Abbiamo deciso di giocare due partite su cinque fin qui, davvero, non abbiamo fatto nulla.” Dallas che con il successo su Miami si porta sul record di 2-3, sperando di poter iniziare a lasciarsi alle spalle le prime uscite davvero poco convincenti, come sottolineato da Coach Carlisle.

Continua invece ad arrancare Miami, che in cinque partite ha schierato ben cinque quintetti titolari diversi. Oltre alla necessità di trovare una nuova quadra per una compagine che ha vissuto pochi ma pesanti cambiamenti durante la off-season, c’è poi da mettere in conto l’impegno nelle Finals durato fino a metà ottobre. Gli Heat non sono infatti stati l’unica squadra a partire con un andamento ondivago tra quelle coinvolte nei playoffs della bolla di Orlando, come era comunque pronosticabile visto il pochissimo riposo a disposizione.

La stagione regolare comunque è ancora lunga, e sebbene durerà 72 partite invece delle canoniche 82, le possibilità per rimediare alle vittorie lasciate per strada durante le prime settimane non mancheranno.

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