Con un quarto periodo da 33-13, i Dallas Mavs rimontano e vincono una partita importante contro i Golden State Warriors al Chase Center, trascinati dal solito Luka Doncic e da un ritrovato Spencer Dinwiddie.
E’ proprio l’ex Wizards a lanciare la rimonta Mavs nella prima metà del quarto periodo, con Doncic in panchina per il riposo e gli Warriors incapaci di trovare una soluzione difensiva. Dinwiddie chiuderà la sua gara con 24 punti e 5 assist, e soprattutto 10 su 14 al tiro e +17 di plus\minus in uscita dalla panchina.
Per Golden State, senza Draymond Green e Klay Thompson, ma in vantaggio per 93-74 a 9 minuti dal termine, un crollo imprevisto quanto inspiegabile. In controllo sin dalla palla a due contro dei Mavs reduci da una partita difficile contro Utah appena 48 ore prima, gli Warriors si sono spenti in pochi minuti, e nel momento peggiore.
Con i padroni di casa in difficoltà e riacciuffati da Dinwiddie, ci ha pensato Luka Doncic una volta rientrato in campo a segnare tutti i canestri decisivi per il 107-101 finale. Lo sloveno ha chiuso la sua partita con 34 punti, 11 rimbalzi e 9 palle perse, e 12 tiri liberi guadagnati.
“Penso che abbiamo proprio perso brillantezza e energia nel finale” racconta coach Steve Kerr “E dobbiamo proprio capire che nella NBA le cose in una partita possono cambiare in fretta, in un attimo, e tu devi essere pronto a reagire. Non possiamo starcene qui a dire, beh sono fuori Green e Iguodala, aspettiamo che tornino. Non importa chi si ha di fronte, dobbiamo fare un lavoro migliore nell’eseguire sotto pressione“.
Stephen Curry ha terminato con 27 punti e 10 assist, e 3 su 10 da tre, Jordan Poole non ha invece mai visto il canestro in soli 19 minuti, collezionando un misero 0 su 7 al tiro.
“Siamo arrabbiati, c’è poco altro da dire“, così il veterano Kevon Looney dopo la partita. “Sappiamo però dove abbiamo sbagliato“.
I Mavericks hanno rimontato grazie a un parziale di 23-6, Spencer Dinwiddie ha segnato 10 dei suoi 24 punti nel solo quarto periodo. “Quando Dallas ha inserito il quintetto piccolo, noi non abbiamo saputo opporre nulla, poi abbiamo sbagliato qualche tiro e l’inerzia della partita è finita in mano loro“, ancora Kerr.
“Abbiamo iniziato a sgonfiarci dopo 36 minuti alla grande, soprattutto in difesa“, dice Stephen Curry “E non c’è davvero una ragione precisa per questo“.
Il record dei Golden State Warriors (43-18) resta comunque eccellente, non sarà una sconfitta evitabile e arrivata senza Thomson e Green a far scattare allarmi, ma resta il dato che il record nelle ultime 10 partite è di 5-5, con i Memphis Grizzlies ormai lontani sole 1.5 partite al terzo posto e gli Utah Jazz più lontani (38-22) ma in rimonta e con 8 vittorie nelle ultime 10 partite giocate. Gli stessi Mavericks (36-25) sono ripartiti forte dopo la trade deadline che ha visto l’addio di Kristaps Porzingis, e l’arrivo di due giocatori più funzionali attorno a Doncic come Dinwiddie e il tiratore lettone Davis Bertans.
Sempre a Ovest, dietro a Nikola Jokic i Denver Nuggets sembrano in grado di chiudere in crescendo la loro regular season, e dall’infermeria arrivano notizie confortanti per Michael Porter Jr e Jamal Murray, che potrebbero rientrare prima dell’inizio della post-season. Dopo una prima parte di stagione mediocre alle spalle di Suns, Warriors e Grizzlies, la Western Conference pare aver ritrovato almeno altre 3 squadre con le potenzialità per arrivare fino in fondo ai playoffs.

