Che sia stata l’assenza del pubblico, piuttosto che la lunga pausa antecedente la ripresa, sicuramente la bolla ha cambiato le carte in tavola ed ha alterato gli equilibri interni alla lega: una delle squadre sorpresa della scorsa stagione, forse la sorpresa per eccellenza, sono stati i Miami Heat guidati dalla superstar Jimmy Butler. Conclusa la stagione regolare da quinti ad est, la formazione della Florida ha intrapreso una corsa al titolo degna di una menzione nei migliori momenti della storia della pallacanestro moderna.
Prima gli Indiana Pacers, poi i Milwaukee Bucks, ed infine i Boston Celtics, tutti e tre sconfitti in men che non si dica dalla corazzata di coach Erik Spoelstra. Poi sono arrivate le finali, e Miami ha dovuto fare i conti con una squadra ben più preparata ad ogni minima inconvenienza, quali erano e sono i Los Angeles Lakers. Nonostante l’anno non si sia concluso con un anello al dito, gli Heat hanno sicuramente imparato qualcosa da questa cavalcata in pieno tema playoffs.
Una delle cose che invece noi abbiamo imparato, è che Jimmy Butler, leader indiscusso di questi Miami Heat, è quel tipo di giocatore che non si scoraggia mai, che da’ sempre il cento per cento sul campo, e che combatte contro ogni avversità. In una recente intervista, l’ex guardia dei Chicago Bulls ha rilasciato qualche dichiarazione sull’organizzazione che al momento lo ospita, sul suo approccio nei confronti del gioco, sulla sua relazione con i compagni e con il mondo dei media.
Jimmy Butler, la “minaccia” nei confronti di Dragic ed il suo rapporto amichevole con i media
Dopo essere entrato in free agency visto il contratto scaduto, Goran Dragic ha subito firmato un ulteriore accordo con gli Heat che lo terrà in Florida per altri due anni. Nonostante sia Miami che la point-guard di origini slovene avessero interessi comuni, Jimmy Butler si è comunque inserito nella discussione, a suo modo ovviamente, per assicurare un esito positivo alla trattativa che ha coinvolto le due parti.
“Ti conviene firmare con gli Heat“, ha esordito così l’ex Philadelphia 76ers. “Se così non fosse, so dove vivi, ti darò la caccia e verrò a picchiarti“. Una proposta amichevole che avrebbe turbato anche Liam Neeson in “Io vi troverò”, e che sicuramente ha destato qualche preoccupazione in casa Dragic. L’accordo è però arrivato, e per l’ennesima volta Butler ha portato a compimento il suo lavoro come garante della giustizia cestistica.
Il cinque volte all-star ha anche un rapporto a dir poco singolare con il mondo dei media, e la seguente dichiarazione afferma esattamente ciò: “Non faccio attenzione a ciò che viene detto dai media. Un giorno sono dalla tua parte, poi quello seguente vengono a conoscenza di un fatto e ci scrivono un articolo contro di te. In fin dei conti, però, nessuno di loro è veramente a conoscenza di quel che sta accadendo”.
Durante le sei gare di finali NBA, Butler ha viaggiato a cifre spaventose: 26.2 punti, 8.3 rimbalzi, 9.8 assist, 2.2 palle rubate ed un 55.2% dal campo. Se Miami è arrivata fino in fondo, è anche per merito della tenacia che l’ala trentunenne è riuscita a trasformare in un mantra di squadra. Tale processo è iniziato quando, all’incirca dopo le prime trenta partite, Butler ha iniziato a concludere ogni sua apparizione, dai discorsi motivazionali nel post-gara fino ai meeting di vario tipo, con la frase “E così vinceremo un titolo NBA“.
Il rapporto con i suoi compagni di squadra è uno degli aspetti che rende Jimmy Butler un giocatore unico. Nella bolla, il nativo del Texas ha ricoperto un ruolo alquanto importante nel tenere uniti tutti durante un periodo complesso. Ad esempio, dopo l’infortunio di Dragic in gara uno di finale, Butler si è sempre assicurato giorno per giorno che il suo compagno stesse bene.
Inoltre, ha aiutato Duncan Robinson nel superare un momento difficile dal punto di vista cestistico, caratterizzato da brutte percentuali al tiro che almeno una volta hanno tormentato anche i più grandi tiratori. “Per venti minuti, mi ha continuato a ripetere in camera d’albergo che non dovevo perdere fiducia nelle mie capacità“, ha dichiarato Robinson.
Inutile dire che, da quel momento in poi, il ventiseienne ha iniziato a mettere a referto 16.5 punti a gara, inclusa una prestazione da 26 in gara cinque. Anche coach Spoelstra ha espresso una considerazione nei confronti di Butler, considerando la sua prestazione finale come un qualcosa di unico nella storia.
“Le sue performance in finale hanno dato ispirazione a tutta la squadra. Ha difeso LeBron James per gran parte dei minuti, facendosi contemporaneamente carico della fase offensiva”. Nonostante il tre volte all-NBA fosse spesso a corto di energie, egli non ha mai dato segno di un calo di ritmo, così da poter continuare ad alimentare l’energia che scorreva nelle vene dei suoi compagni.
“Ero esausto, senza ombra di dubbio. Ma finché non sono esausto, non posso dire a qualcun altro che non si sta impegnando abbastanza“, ha dichiarato Jimmy Butler. Per concludere, l’ex leggenda degli Heat Dwyane Wade ha rilasciato un commento personale sullo stile di vita di Butler, suo compagno ai tempi di Chicago.
“Non credo si consideri(Butler, ndr) un bravo ragazzo. Non vedremo mai un cambiamento nel suo stile di vita. Ti piace come si comporta? Bene. Non ti piace come si comporta? Bene, a Jimmy in entrambi i casi non interessa”.

