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NBA, Giannis troppo solo in gara 2: “Sappiamo cosa dobbiamo fare. Holiday? Si farà trovare pronto”

di Michele Gibin
Milwaukee Bucks

Giannis Antetokounmnpo ci prova, segna, schiaccia, cade a terra almeno 15 volte e si rialza, si tiene il ginocchio sinistro dolorante, segna ancora e alla fine di gara 2 delle NBA Finals tra Bucks e Suns il suo tabellino dice 42 punti con 12 rimbalzi, 15 su 22 al tiro e e un più che dignitoso 11 su 18 ai tiri liberi.

Il resto dei Milwaukee Bucks? Non pervenuto.

Nella sconfitta per 118-108 in gara 2, Giannis è l’unico giocatore dei Bucks a chiudere con un plus\minus positivo. Nel terzo quarto segna 20 punti, impresa riuscita in finale NBA l’ultima volta a Michael Jordan nel 1993, per due volte riesce a riportare Milwaukee sul -6.

Per poi osservare Pat Connaughton “mangiarsi” un passaggio verso Jrue Holiday invece di tirare con metri di spazio (sul 95-88 Suns a inizio quarto periodo), e Jrue Holiday e Khris Middleton fare a pugni con la partita in attacco, cercando di attaccare il canestro e rimediando la bellezza di 3 tiri liberi in due.

Il duo Middleton-Holiday ha chiuso gara 2 con 12 su 37 al tiro complessivo, nessun giocatore dei Bucks Antetokounmpo a parte ha raggiunto il 50% dal campo (3 su 5 per PJ Tucker, costretto però dalle circostanze a un minutaggio troppo alto per lui), dei 23 tiri liberi tentati da Milwaukee, 18 se lì è guadagnati il solo Giannis. Un passaggio a vuoto offensivo che ha reso impossibile ai Bucks pensare di vincere una partita di finali NBA in trasferta, soprattutto contro il 50% da tre punti (20 su 40) dei Suns.

Milwaukee si ritrova così ancora sotto per 0-2 in una serie di playoffs, come già successo in semifinale di conference contro i Nets, e come contro Brooklyn con un attacco sotto la media.

La buona notizia è che i Bucks conoscono la sensazione del doppio svantaggio, e che da gara 3 la serie si sposterà a Milwaukee. “Sappiamo che cosa dobbiamo fare, proteggere il nostro campo, tornare a casa nostra e metterci al lavoro. Loro hanno fatto il loro, ora tocca a noi. Ci siamo già passati e siamo stati in grado di rimediare“.

In gara 2 Phoenix si è affidata al suo tiro da tre punti, soprattutto dagli angoli, per ovviare a una partenza aggressiva dei Bucks. Dal 21-12 Milwaukee di metà primo quarto al 51-43 di fine secondo quarto con una tripla di Mikal Bridges, i Suns hanno smontato pezzo per pezzo la difesa alta e aggressiva di Jrue Holiday e Antetokounmpo sui pick and roll di Chris Paul.

Come spesso accaduto in questi playoffs, è l’attacco il problema principale per Milwaukee. Jrue Holiday si è preso 9 tiri nel solo primo quarto con l’intento di far lavorare in difesa Paul e Booker, ma ha chiuso il primo tempo con 3 su 14 dal campo. Una scelta precisa che non ha pagato: “Abbiamo sbagliato qualche buon tiro di troppo, personalmente ho mancato almeno un paio di layup che di solito segno, dei buoni tiri (…) penso che abbiamo fatto un discreto lavoro nell’attaccare e creare buoni tiri, ma possiamo fare ancora meglio“.

Dopo i 26 tiri di gara 1, Khris Middleton si è limitato a 5 su 16 dal campo, e soprattutto nel terzo quarto l’attacco dei Bucks è passato quasi esclusivamente dalle mani di Antetokounmpo. “Si tratta di trovare il giusto equilibrio, e quando (Giannis, ndr) guida il nostro attacco e si trova davanti l’intera difesa, dobbiamo essere in grado di dargli una mano“.

Difendere contro i pick and roll centrali dei Suns presenta per ogni difesa il problema della coperta corta. In gara 1 erano stati i tiri midrange di CP3 e Booker a battere Milwaukee, in gara 2 i Bucks hanno fatto un buon lavoro nel negare la “tasca” dalla media distanza ai due ma hanno pagato con con una pioggia di triple. Jae Crowder, Mikal Bridges, Cam Johnson e persino Torrey Craig non hanno esitato.

Forse siamo stati fin troppo aggressivi in aiuto“, spiega Middleton “Paul e Booker hanno fatto un gran lavoro nell’allargare il campo per poi scaricare per i loro tiratori“. “A volte ai playoffs bisogna fare delle scelte tattiche, come un quintetto piccolo oppure più tiro, e ci si scopre in altre aree. Si tratta di prendere e lasciare dei vantaggi“, così coach Mike Budenholzer.

Ogni tentativo di contenere l’attacco di Phoenix si rivelerà inutile se Middleton e soprattutto Jrue Holiday non riusciranno a essere più efficaci in attacco. Giocare in casa gioverà ai tiratori dei Bucks e potrebbe condizionare quelli dei Suns, come di norma, sebbene in gara 1 (con un Antetokounmpo non al meglio) non siano comunque bastati 16 tiri da tre punti a bersaglio per Milwaukee.

Holiday? So che quando ci sarà bisogno di lui, si farà trovare pronto“, Giannis sprona la sua point guard a fine partita “Io gli ho detto di restare aggressivo, qualunque cosa succeda. Siamo alle Finals ed è difficile tenere a bada le emozioni, 20mila persone che ti urlano contro, ma dobbiamo sapere tutti che anche se la palla non vuole entrare si può essere utili in altre cose, un rimbalzo, un recupero. Jrue lo sa, è un grande giocatore e ha giocato alla grande per tutto l’anno, lo farà ancora“.

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