Vanessa Bryant citerà in giudizio il dipartimento dello sceriffo della contea di Los Angeles per le foto scattate dal luogo dell’incidente in cui il 26 gennaio di quest’anno hanno perso la vita Kobe Bryant, la figlia 13enne Gigi e altre sette persone.
Un po’ di tempo dopo il tragico incidente, erano state diffuse in rete delle foto che mostravano proprio il luogo dell’impatto. Queste immagini macabre hanno particolarmente scosso Vanessa e tutti i famigliari delle vittime. Ma chi le aveva scattate? degli agenti assolutamente non autorizzati. Infatti, gli unici che potevano farlo erano il coroner (medico legale) e solo una piccola cerchia di investigatori. Così recita il testo ufficiale presentato dalla signora Bryant.
“Non meno di otto agenti dello sceriffo avevano scattato con i loro cellulari delle foto di bambini, genitori ed allenatori morti. Come il Dipartimento ha poi confermato, non c’era nessuno scopo investigativo che avrebbero permesso ai sotto ufficiali di prendere delle immagini dal luogo dell’incidente. Gli agenti hanno preso quelle foto per dei loro scopi personali”.
Vanessa Bryant teme che le figlie piccole in futuro possano vedere quelle foto
Il 2 marzo lo sceriffo Alex Villanueva ha sostenuto di aver individuato coloro che si sono macchiati di quel misfatto. Tuttavia, per i colpevoli non c’è stato nessun tipo di provvedimento. Anzi, è stato solamente intimato loro di cancellare le foto dai loro dispositivi quando ormai le immagini stavano dilagando in rete. Così, si è preferito non prendere sanzioni più dure, perché, secondo la versione di Villanueva, avrebbe provocato nei colpevoli un effetto contrario.
Vanessa, ovviamente, ha aspramente criticato il modo in cui il dipartimento della contea ha affrontato il caso e si è detta sconcertata del fatto che coloro che si sono macchiati di quell’atto vile e riprovevole, non siano stati puniti dai loro superiori.
Ovviamente, la paura più grande della signora Bryant è che le foto diffuse in rete possano in futuro capitare sotto gli occhi delle figlie piccole. Inutile dire che vedere i resti del padre e della sorella potrebbe essere qualcosa di traumatizzante per le bambine. Così continua il documento ufficiale.
“La signora Bryant ha subito una tragedia enorme perdendo il marito e la figlia. Il suo dolore è stato accresciuto dalla profonda angoscia provocata dal comportamento degli agenti dello sceriffo e dal fatto che il dipartimento dello sceriffo non abbia saputo gestire correttamente questa cattiva condotta”.
Speriamo che anche questo capitolo riguardo alla morte dell’ex giocatore dei Los Angeles Lakers possa chiudersi. Di certo, anche questo episodio non era quello che serviva a Vanessa e alla famiglia Bryant.
