Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsMorte Kobe Bryant, la Contea di LA a processo per la diffusione di foto dello schianto

Morte Kobe Bryant, la Contea di LA a processo per la diffusione di foto dello schianto

di Michele Gibin
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La causa intentata da Vanessa Bryant contro la Contea di Los Angeles per la diffusione illegale di fotografie dei poveri resti del marito Kobe Bryant, della figlia Gianna Maria e delle altre vittime dell’incidente aero del 26 gennaio 2020 a Calabasas, LA, andrà avanti.

Lo ha deciso il giudice John F. Walter, che ha respinto la richiesta dei legali della Contea di archiviare le indagini. Secondo il giudice “esistono fatti concreti per un processo“. Vanessa Bryant aveva fatto causa alla Conte di Los Angeles per la diffusione da parte di alcuni agenti agli ordini dello sceriffo Alex Villanueva, di materiale fotografico scattato nei minuti immediatamente successivi lo schianto dell’elicottero su cui viaggiano l’ex superstar dei Lakers, la figlia 13enne e altre 7 persone. Con la sua azione legale, Vanessa Bryant ha chiesto un risarcimento per danni materiali e morali.

Secondo il Los Angeles Times, il processo potrebbe iniziare già a febbraio o marzo, gli avvocati che rappresentano la Contea continuano a negare che agenti dell’ufficio della sceriffo possano aver diffuso illegalmente delle immagini riprese dal sito dello schianto: “Nessuna delle immagini è mai stata diffusa pubblicamente, la condotta della Contea fu corretta e lo dimostreremo in tribunale“. Secondo i legali della famiglia Bryant, fu un vice sceriffo a mostrare ad alcuni colleghi in un bar di Norwalk, LA, alcune foto “macabre” dei resi dell’incidente aereo. Foto che sarebbero circolate anche diffuse da un capitano del dipartimento dei vigili del fuoco della Contea.

La Contea e lo sceriffo Villanueva hanno assicurato che tali foto siano state cancellate immediatamente e mai diffuse al pubblico. Nessuna foto dello schianto è mai apparsa del resto sui media o su internet, come specificato dagli avvocati difensori. La tesi degli avvocati della famiglia Bryant è che tali foto siano però circolate “in maniera estesa” tra gli agenti dei dipartimenti di polizia e dei vigili del fuoco locali, fatto che renderebbe “impossibile” stabilire il grado di diffusione reale di tale materiale fotografico.

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