Nash sull'esperienza ai Lakers: "Non mi incastravo bene con il sistema"
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Nash sull’esperienza ai Lakers: “Non mi incastravo bene con il sistema”

Nash sull’esperienza ai Lakers: “Non mi incastravo bene con il sistema”

Steve Nash, ospite del “The Bill Simmons Podcast”, ha ripercorso la sua esperienza con la casacca dei Los Angeles Lakers, imbeccato da una domanda riguardo il ritorno di Dwight Howard. I due erano stati compagni nel 2012, quando Nash si unì a quella che sembrava a tutti una squadra epocale. Nella stagione 2012/2013, infatti, il quintetto dei Lakers era composto, oltre che dall’ex Phoenix Suns, da Kobe Bryant, Metta World Peace, Pau Gasol e Dwight Howard.

Le aspettative per un quintetto così ricco di talento non potevano che essere altissime, ma infortuni e disfunzionalità di sistema ne inibirono qualsiasi possibilità di successo. Nash ha iniziato la sua analisi ripercorrendo i problemi che lo hanno colpito personalmente in quegli anni:

“Non credo mi incastrassi bene con il sistema. Nonostante si trattasse di una grande idea e di una grande opportunità. Ci furono molti fattori in azione. Io mi ruppi il ginocchio nella prima o seconda partita, e non sono stato più lo stesso.”

L‘MVP delle stagioni 2005 e 2006 ha poi anche sottolineato i problemi affrontati dai suoi compagni:

“Pau (Gasol, ndr) stava attraversando un periodo di enorme stanchezza, dopo aver giocato per la nazionale spagnola nelle estati precedenti. Dwight (Howard, ndr) aveva appena subito l’operazione. Metta (World Peace, ndr) non mi sembrava più lo stesso, anche se faceva ancora male agli avversari e aveva ancora qualche momento di gloria, non era più dinamico come un tempo.”

Infine, è passato ad una breve analisi tattica degli stili di gioco dei suoi compagni, e in particolare di Dwight Howard:

“Non ci incastravamo bene gli uni con gli altri. Dwight si trovava in un momento della sua carriera in cui voleva giocare molto in post, mentre a quella squadra servivano molti pick-and-roll, con Howard ad attaccare il canestro e tutti gli altri intorno. (…) Non so se volesse dimostrare qualcosa, o se più semplicemente la sua schiena non gli permettesse di muoversi molto in giro per il campo. Eravamo però arrivati ad un punto in cui le altre squadre ci fermavano con facilità.”

Nash ha concluso poi affermando:

“Mettendo tutto insieme, non so se avrebbe mai potuto funzionare. Probabilmente il tutto era semplicemente destinato al fallimento.”

Lorenzo Brancati
lolbra99@gmail.com

Malato di sport a 360 gradi. Seguo e faccio finta di capire di diversi sport, dal basket al calcio, fino ai motori, passando per il football americano e il baseball. Mi piace leggere e provare a scrivere farneticazioni a riguardo. Aspettando Godot, mi diverto a giocare con le parole e la palla a spicchi.

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