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Per Natale gli Warriors si regalano una vittoria da deja-vu coi Rockets

di Francesco Catalano

La notte di Natale ha regalato tante sorprese per i tifosi NBA: i Clippers hanno battutto i Lakers per la seconda volta, i Pelicans hanno espugnato il Pepsi Center di Denver, i Celtics sono passati a Toronto, i Sixers hanno fermato i Bucks e i Golden State Warriors hanno siglato la vittoria contro i Rockets. Quest’ultimo è  stato un risultato che in pochi si aspettavano.

La squadra di coach D’Antoni ha schierato quasi il quintetto titolare con Westbrook, Harden, House, Tucker e Capela. Mentre gli Warriors sono scesi in campo con Russell, Lee, Robinson III, Green e Cauley-Stein. Il match è stato combattuto fin dall’inizio e sorprendentemente la squadra della Baia è riuscita a trovare continuità e un’idea chiara di gioco. Cose che sono mancate dall’inizio della stagione. Nel primo tempo i Rockets hanno provato a fare uno strappo e si sono portati sul 53 a 40. Tuttavia, da quel momento in poi hanno iniziato ad allentare la tensione e a concedersi qualche preziosismo di troppo. Così, la squadra di Kerr ne ha approfittato per rifarsi sotto e andare all’intervallo sul punteggio di 64 a 68.

Nel secondo tempo gli Warriors hanno la meglio sui Rockets. Kerr: “E’ una vittoria speciale”

“Eravamo sopra di 13 e per qualche motivo abbiamo iniziato a fare falli e a mandarli alla lunetta. Questo ci è costato caro. Difensivamente abbiamo concesso 64 punti nel primo tempo e questo non va bene”. Queste le parole di D’Antoni riguardo il primo tempo dei suoi.

La seconda parte del match è ricominciata sulla falsariga della prima: le due squadre appaiate nel punteggio combattono colpo su colpo fino al buzzer beater di Ky Bowman del terzo quarto che fissa il risultato sul 92 a 87 per i padroni di casa. Nell’ultimo quarto di gioco i Dubs salgono in cattedra e decidono di mettere la parola fine alla partita. La partita termina 116 a 104 per i ragazzi della Baia e il Chase Center può così festeggiare un bel Natale.

Ovviamente l’ambiente era evidentemente eccitato in quel di San Francisco, anche grazie alla presenza in panchina di Steph Curry e Klay Thompson.  “Probabilmente non giocheremo un’altra partita migliore di questa durante l’anno. Questo incontro ha significato tanto per noi. ” ha detto Kerr nel post-partita. Anche il leader Draymond Green non ha potuto che ammettere la portata di questa vittoria: “Questa è una stagione che ci sta mettendo veramente alla prova. Vincere il giorno di Natale contro una squadra del genere ti fa sentire proprio bene”.

Nel tabellino dei Dubs spicca la prestazione di Damion Lee che chiude con 22 punti e 15 rimbalzi con 5 su 9 dal campo, 2 su 2 sa tre punti e 7 su 7 dai liberi. Ottima la prestazione anche di Draymond Green su entrambe le parti del campo con 20 punti e 11 rimbalzi. Non mancano gli apporti di D’Angelo Russell con 20 punti, Glenn Robinson III con 18 punti e Willie Cauley-Stein con altri 10.

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Per i Rockets il trascinatore è Russell Westbrook che nelle ultime uscite si sta predndendo qualche responsabilità in più (30 punti e 12 rimbalzi per lui con però 11 su 32 dal campo e 0 su 8 da tre punti). Quello che sorprende è al prestazione da soli 24 punti (si fa per dire) di James Harden. Il “Barba” ci ha abituato a prestazioni da 30 punti minimo in su e vederlo fermarsi a 24 è significativo. La colpa, se vogliamo chiamarla così, è della difesa che coach Kerr ha saggiamente studiato su di lui insieme ai suoi ragazzi.

James ha obbligato la lega a riconsiderare il modo in cui difenderlo” ha detto l’head coach degli Warriors. I Dubs lo hanno marcato a uomo con Robinson III e Green, mentre lasciavano gli altri quattro giocatori marcare a zona. Questo sistema è riuscito a non dare ritmo all’ex MVP, non facendogli mai trovare la sicurezza nel tiro.

Una serata pressoché perfetta quindi quella che i Dubs sono riusciti a creare nella loro arena. Una vittoria che dà tanta fiducia a un gruppo falcidiato dagli infortuni che era partito malissimo. Ma che ora sta trovando morale e anche gioco. Non a caso, ora, viene da tre vittorie consecutive contro Pelicans, Timberwolves e Rockets.

Per i Dubs ci sarà anche un altro nodo da sciogliere: quello riguardante Ky Bowman. Il rookie proveniente da Boston collge ha firmato con la franchigia un two-way contract e sta quindi esaurendo i 45 giorni di permanenza in NBA che il contratto stesso stabilisce. Al termine del numero di giorni sopracitato, dovrà giocare in G-League. Bowman tuttavia sta disputando un ‘ottima stagione e sta trovando parecchio spazio a causa dei numerosi infortuni. Gli Warriors stanno quindi valutando di fargli firmare un contratto annuale per poi magari rifirmarlo in estate da restricted free-agent. Per completare questa azione però è necessario liberare un posto nel roster. L’idea è quella o di tagliare l’evanescente Marquese Chriss o di scambiare un giocatore prima della trade deadline.

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