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NBA, il “take foul” tattico a metà campo ha i giorni contati

di Michele Gibin
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Il “take foul“, il fallo tattico a metà campo per fermare il gioco ha i giorni contati nella NBA. Il Board of Governors della lega si riunirà martedì per decidere anche di come sanzionare in maniera più severa e quindi rendere svantaggioso il ricorso a tale giocata.

La regola nuova dovrebbe ricalcare quella in uso nel basket FIBA e in G-League e nella WNBA, ovvero di garantire alla squadra dle giocatore che subisce il fallo un tiro libero e il possesso del pallone. Il senso della votazione sembra essere scontato anche per tale questione.

Nelle ultime stagioni si era innescata una discussione su come limitare al minimo il ricorso al fallo tattico a metà campo, utile solo a fermare la transizione offensiva e a interrompere il gioco. Già negli anni scorsi era stato inserito il “clear path to the basket” per garantire due tiri liberi e possesso al giocatore fermato in contropiede e senza altri difensori tra lui e il canestro, oltre al difensore che commette il fallo personale.

Oltre a play-in e take foul, il Board of Governors NBA darà una stretta regolamentare al comportamento consentito alle panchine e ai giocatori inattivi seduti in panchina per la propria squadra. I giocatori che resteranno troppo a lungo in piedi e troppo vicini alle linee laterali e di fondo campo, col rischio di interferire col gioco, potranno essere sanzionati in maniera più severa. Il regolamento NBA prevede già delle multe in tale situazione.

Tra i motivi di tale stretta, riporta Chris Haynes di Yahoo Sports, anche le lamentele che gli spettatori delle costose prime file nelle arene NBA hanno sollevato, con troppi giocatori in piedi a bloccare la visuale sul campo da gioco.

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