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NBA, i Chicago Bulls toccano un altro fondo contro i Nets

di Michele Gibin
chicago bulls

Toccare nuovi bassi di futilità, per tradurre direttamente dall’inglese, si può per i Chicago Bulls che contro i Brooklyn Nets hanno subito l’ennesima sconfitta della loro stagione.

Brooklyn ha vinto per 118-109 al Barclays Center, segnando 44 punti nel secondo quarto che sono serviti a correggere una prima frazione da 36-19 per i Bulls. I Nets hanno segnato 11 triple nel solo secondo periodo e hanno chiuso con 25 su 53 dalla lunga distanza, la seconda miglior prestazione al tiro da tre punti nella storia della franchigia.

Royce O’Neale e Lonnie Walker IV hanno mandato a bersaglio 6 triple a testa, Spencer Dinwiddie ha segnato 24 punti e dei 9 giocatori ruotati da coach Jacque Vaughn, solo Day’ron Sharpe e Armoni Brooks non hanno segnato da tre. Chicago dal canto suo era anche partita bene, con 8 triple nel solo primo quarto, per poi fermarsi e chiudere con 4 su 22, per i Bulls quattro uomini oltre quota 20 punti segnati con 27 punti per DeMar DeRozan e 20 per Patrick Williams.

I Chicago Bulls si erano trovati avanti per 30-9 a metà del primo quarto, ma già a metà del secondo periodo i Nets avevano rimontato sul 41-41 per poi passare avanti fino al termine. Per i Bulls si tratta della sconfitta numero 13 in stagione, la quarta in fila e la settima fuori casa su 8 partite, DeRozan e compagni hanno perso inoltre 7 delle ultime 8 partite giocate. E quel che è peggio, il calendario per le prossime settimane si annuncia complesso, con le sfide contro Celtics, Bucks, Pelicans, Nuggets, Heat, 76ers e Lakers.

Essere 5-13 di record è tosta” ha detto Nikola Vucevic dopo la partita “Non sta andando come ci aspettavamo ma è la nostra realtà al momento e dobbiamo affrontarla. Non sarà facile, il nostro calendario non diventa più facile da ora in poi ma noi dobbiamo trovare il modo. Ci siamo messi da soli in questa situazione e siamo i soli che possono uscirne (…) oggi? Ha avuto molto a che fare con la comunicazione in difesa, non abbiamo fatto un buon lavoro nel parlarci tra noi né nel rispettare le marcature“.

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