Lo scorso 13 agosto la MLB ha reso omaggio ai Chicago White Sox e al film “Field of Dreams” (l’uomo dei sogni in italiano) giocando per la prima volta una partita in campo neutro, su un diamante costruito in mezzo ai campi di granturco in Iowa.
La partita, spettacolare sia per la location che in campo con la vittoria per 9-8 dei White Sox sui New York Yankees, è stata un successo tale che ora anche la NBA pensa a una sua versione di una “partita dei sogni”, all’aperto.
Così almeno ha dichiarato Evan Wasch, Executive Vice President of Basketball Strategy & Analytics della NBA: “Ci abbiamo pensato e continueremo a pensarci. La partita MLB tra White Sox e Yankees è stata un grande successo, per cui non è una sorpresa che abbia ispirato tante discussioni. Ne vale la pena esplorare le possibilità. Certo, ci sono difficoltà logistiche legate al tipo di sport che è il basket, una partita di pallacanestro all’aperto è più difficile da organizzare rispetto a una partita di baseball“.
Per Wasch, la NBA potrebbe rendere omaggio al basket dei “campetti”, dei blacktop più celebri d’America, come il Rucker Park a New York, oppure all’Indiana e al film “Hoosiers, colpo vincente“, che sta alla pallacanestro come “Field of Dreams” sta al Baseball. “Ci sono delle questioni da affrontare però, il fondo e i rischi di infortuni, l’umidità e la pioggia in caso si giochi su un parquet“.
Il film del 1989 Field of Dream racconta la storia di Ray Kinsella – interpretato da Kevin Costner – agricoltore dell’Iowa che decide di imbarcarsi nella rischiosa impresa di costruire un campo da baseball tra i suoi campi. Il film ha avuto il merito di far riscoprire la storia dei Chicago White Sox del 1919 e di “Shoeless” Joe Jackson (interpretato da Ray Liotta), famosi per lo scandalo “Black Sox”. 8 giocatori dei White Sox vennero condannati per aver aggiustato il risultato delle World Series del 1919 contro i Cincinnati Reds, in combutta con un gruppo di scommettitori.
Esistono alcuni precedenti per una partita di basket ufficiale giocata all’aperto, come ad esempio il “Carrier Classic” NCAA, che tra 2011 e 2012 vide 3 partite (in origine dovevano essere 5) giocate sul ponte delle portaerei USS Carl Vinson, Yorktown e Midway. LA NCAA fu costretta allora a cancellare due delle cinque gare a causa della troppa condensa sul parquet del campo all’aperto.
Un assist al progetto potrebbe arrivare però dai giocatori NBA: pochi giorni fa la NBPA ha annunciato una donazione per la ristrutturazione dello storico campo del Rucker Park di Harlem, New York, il Greg Marius Court. Saranno sostituite tribune, tabelloni e segnapunti, e riverniciato per intero il campo in asfalto.

