LeBron James, saltando la sfida di mercoledì tra i Los Angeles Lakers e i San Antonio Spurs a causa di problemi fisici e il back to back, non potrà più disputare le 65 partite necessarie per competere per i premi individuali stagionali, mettendo fine a una storica striscia di selezioni All-NBA durata 21 anni.
Il regolamento NBA parla chiaro. Per essere eleggibili per i premi di fine anno, inclusi i quintetti All-NBA e il titolo di MVP, un giocatore deve scendere in campo in almeno 65 occasioni. Con l’assenza di mercoledì a San Antonio, LeBron James ha toccato quota 17 partite saltate in questa stagione. Considerando il calendario rimanente, il “Re” non ha più margine di errore. Dovrebbe giocare ogni singola partita da qui alla fine della regular season per raggiungere la soglia minima. Un’ipotesi definita estremamente improbabile data la gestione fisica necessaria alla sua età.
James, che ha compiuto 41 anni ed è alla sua 23ª stagione nella lega, sta convivendo con un’artrite all’articolazione del piede sinistro e una sciatalgia destra. Dopo aver saltato le prime 14 gare stagionali per recuperare proprio dai problemi alla sciatica, LeBron ha gestito con attenzione il suo impiego. Ma il back-to-back dopo la vittoria contro New Orleans (dove ha giocato 33 minuti) è risultato troppo gravoso per il suo fisico.
Nonostante le medie stagionali restino di alto livello (21.7 punti, 5.4 rimbalzi e 6.8 assist a partita), il calo rispetto allo scorso anno e la necessità di preservarsi per i playoffs sembrano aver spinto il giocatore e lo staff dei Lakers a dare priorità alla salute rispetto ai riconoscimenti personali. Lo stesso coach JJ Redick ha ammesso che dopo la gara di martedì ha reso inevitabile il forfait.
Di seguito le dichiarazioni rilasciate da LeBron James riguardo alla sua gestione fisica e alla partecipazione alle partite consecutive: “Ogni back-to-back per il resto della stagione è da valutare. Ho 41 anni, ho il record di minuti giocati nella storia della NBA… mettetelo in banca fin da ora.”
