Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsI Pelicans vaccinano i giocatori, Nik Melli: “Fatelo tutti, se potete”

I Pelicans vaccinano i giocatori, Nik Melli: “Fatelo tutti, se potete”

di Michele Gibin
New Orleans Pelicans

I New Orleans Pelicans sono la prima squadra NBA a vaccinare i propri giocatori, ad annunciarlo è lo stesso team.

A ricevere il vaccino sono stati membri dello staff tecnico e dipendenti della squadra, e diversi giocatori, in pieno rispetto delle nuove direttive in termini di campagna vaccinale decretate dal governatore dello stato della Louisiana. Lo stato ha di fatto esteso la campagna vaccinale a qualsiasi individuo sopra i 16 anni di età e che sia in condizioni di salute tale da alzare il rischio di conseguenze gravi in caso di contagio.

Tra le condizioni parametro vi è anche l’essere sovrappeso, indice che paradossalmente anche atleti professionisti “soddisfano”, da qui la possibilità per i giocatori di ricevere il vaccino. I New Orleans Pelicans hanno aderito alla campagna vaccinale grazie alla partnership con un ospedale cittadino, l’Ochsner Medical Center. Tra i giocatori dei Pelicans a ricevere il vaccino ci sono la guardia Sindarius Thornwell e l’azzurro Nicolò Melli, che sono diventati i primi giocatori NBA a vaccinarsi contro il Covid-19 ufficialmente.

Anche i Dallas Mavericks potrebbero presto vaccinare i giocatori che vorranno farlo, si attende l’approvazione della NBA a procedere, come riportato da Tim MacMahon di ESPN.

Nella sua conferenza stampa di metà stagione in corrispondenza della pausa per l’All-Star Game, il commissioner NBA Adam Silver aveva parlato della possibilità nelle prossime settimane di iniziare a vaccinare i giocatori che volessero aderire. La lega punta sull’appoggio dei grandi nomi per lanciare una campagna di sensibilizzazione sui vaccini per l’opinione pubblica, ma ha finora incontrato una risposta tiepida da parte di alcune star tra cui LeBron James e Chris Paul.

La NBA non introdurrà alcun obbligo vaccinale per i suoi giocatori, ma lavorerà con il sindacato NBPA per sensibilizzare e informare, Silver ha illustrato tra i vantaggi del fare il vaccino un’allentamento del rigidissimo protocollo NBA anti Covid e degli obblighi cui i giocatori debbono sottostare oggi. Le autorità di sanitò pubblica negli Stati Uniti hanno ad esempio precisato che per gli individui vaccinati non è previsto alcun periodo di quarantena se ha contatto con persone risultare positive al virus.

La NBA ha già dovuto rinviare 31 partite di stagione regolare per motivi di sicurezza sanitaria e per indisponibilità di giocatori da parte delle squadre. Nella sta-grande maggioranza dei casi i giocatori erano stati fermati perché a contatto con positivi e per motivi di contact tracing.

Negli USA sono quasi 70 milioni le dosi di vaccino già inoculate alla popolazione, a poco meno di tre mesi dall’inizio della campagna vaccinale di massa.

 
 
 
 
 
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