La NBA aggiorna la sua “resting policy” per quanto riguarda le squadre che vogliono far riposare i loro giocatori, soprattutto quelli più importanti, anche in mancanza di infortuni specifici.
Con la stagione NBA 2020\21 alle porte e il pubblico pagante ancora impossibilitato dalle norme anticovid ad assistere alle partite dal vivo, la lega prova a massimizzare l’offerta televisiva per gli spettatori, con una stretta contro i riposi programmati delle star NBA soprattutto per le partite in diretta TV nazionale.
Le squadre che facessero saltare di proposito una partita a un giocatore non classificato come infortunato o impossibilitato a giocare rischieranno una multa di 100mila dollari, come minimo. A meno di circostanze particolari, alle squadre non sarà inoltre permesso tenere fuori “un numero multiplo di giocatori” per la stessa partita, soprattutto per le squadre in trasferta. Se un giocatore in viaggio con la squadra dovesse restare fuori, l’atleta dovrà comunque essere in panchina col resto della squadra e “visibile”.
Senza la vendita di biglietti e l’indotto derivato dalle arene, la NBA dovrà fare i conti con un “buco” previsto di circa il 40% in meno del “basketball related income” annuale. La lega presieduta da Adam Silver ha approntato per le 30 squadre un fondo di 900 milioni di dollari che servirà per garantire liquidità alle squadre che dovessero trovarsi in difficoltà economiche.
La stagione NBA 2021 prevederà 72 partite di regular season dal 22 dicembre fino a aprile\maggio, divise in due parti di cui la lega ha diramato il calendario della prima. Le squadre faranno trasferte più brevi e localizzate per ridurre viaggi e spostamenti, una parte significativa delle trasferte sarà inoltre per una sola partita. La prima fase della stagione NBA terminerà il 4 marzo 2021, e ogni squadra giocherà 37-38 partite in tale fase.

