Il Covid è ufficialmente tornato. Non che prima fosse scomparso, questo è indubbio. La sua contagiosità nelle ultime settimane è cresciuta vigorosamente, mettendo in ginocchio molte delle franchigie NBA.
La prospettiva di incertezza riecheggia nell’aria per una stagione che rischia di compromettersi più di quanto non lo fosse già nelle sue battute iniziali.
Postulare qualche ipotesi diventa un compito arduo, soprattutto alla luce delle tante defezioni che ognuna di esse comporterebbe.
Occorre allora, valutare razionalmente la faccenda, e muoversi per gradi guardando soprattutto all’imminente Christmas Day, tradizione ormai radicata in tutti gli appassionati. Secondo Adrian Wojnarowski di ESPN, la lega americana avrebbe già avvertito le 10 squadre coinvolte, circa la possibilità di un rinvio a data da destinarsi.
Ciò,ovviamente nella sciagurata ipotesi in cui le positività dovessero ulteriormente incrementarsi.
Al momento, tra le squadre che il prossimo Natale dovrebbero sfidarsi sul parquet, la situazione è alquanto drammatica.
Se i Golden State Warriors se la passano piuttosto bene, solo 3 giocatori registrati, Nets, Celtics e Knicks fanno i conti con un numero cospicuo di giocatori nel protocollo Covid. 10 per Brooklyn, 6 per Boston e 5 per New York.
A chiudere il cerchio Hawks, Lakers e Mavericks, rispettivamente con tre casi per parte.
Appare insomma evidente, come l’organizzazione di un evento così sentito, abbia delle riserve concrete, che negli ultimi giorni si siano notevolmente acuite.
La preoccupazione però non è solo da destare per le partite di Natale, ma anche per il prosieguo della stagione. Infatti la NBA accompagnata dall’associazione dei giocatori ha stabilito nuove regole che consentono di firmare un giocatore per ogni membro del roster finito nei protocolli di salute e sicurezza.
Inoltre per Tim Bontemps di ESPN:
“Qualsiasi giocatore di rincalzo che viene firmato non inficerà sul salario annuale della squadra, e non sarà quindi un fattore che potrà condurre o aggiungersi alla luxury tax”.
Buone notizie dunque, per chi come i Brooklyn Nets sono già ampiamente sopra la tassa di lusso.

