La bolla di Orlando ha dato la possibilità alla NBA di sperimentare diverse tecnologie, introdotte per porre rimedio al problema dell’assenza del pubblico. La pandemia da Sars-CoV-2 ha ovviamente costretto le decine di migliaia di tifosi che solitamente riempivano le gremite arene, ad assistere alle gare dalla comodità del proprio divano di casa.
Tuttavia, la NBA, che dal pubblico ricava di media il 40% del fatturato totale, ha dovuto escogitare nuovi metodi e soluzioni per incrementare il coinvolgimento virtuale del pubblico. Tra queste innovazioni, sono stati inseriti una serie di mega schermi a bordo campo che collegavano i tifosi alle partite in modo virtuale. Per di più, la massima lega di pallacanestro statunitense ha anche introdotto una nuova inquadratura, che ha visto una telecamera spostarsi lungo la linea laterale.
Ad oggi, con l’introduzione della nuova tecnologia di rete 5G, negli Stati Uniti fortemente promossa da AT&T, la NBA ha stretto un accordo con quest’ultima azienda per rendere più coinvolgente l’esperienza virtuale di ogni singolo tifoso.
A tal proposito, il vice commissioner Mark Tatum ha dichiarato: “Tramite la velocità e l’efficienza del 5G, la NBA utilizzerà la tecnologia degli ologrammi per dare vita ad interviste che verranno mandate regolarmente in onda. Questa sarà inoltre l’opportunità per creare altri flussi d’entrata economica, visto che le aziende potrebbero sfruttare i giocatori e le squadre per lanciare i propri prodotti e per siglare sponsorizzazioni”.
Non va inoltre sottovalutato, per i futuri ricavi economici della lega, il ruolo che potrebbero svolgere i vari social network.
NBA, ascolti in calo? Il vice commissioner Mark Tatum scommette su social network e pubblico virtuale
Quest’anno, le finali NBA hanno toccato il minor numero di ascolti televisivi dal 1994. Nonostante questi dati possano aver creato un po’ di scompiglio attorno al mondo della pallacanestro statunitense, il vice commissioner Tatum si è mostrato piuttosto tranquillo e privo di preoccupazioni a riguardo.
Viviamo in un mondo dominato dall’utilizzo dei social network, all’interno del quale un pubblico sempre più giovane preferisce magari visionare i momenti salienti delle gare in rete, anziché accendere la televisione ed assistere in diretta a tutti i quarantotto minuti. Sotto questo punto di vista, è impossibile negare che gli ascolti futuri della lega potrebbero cambiare forma e modalità con cui essi avvengono.
Tale cambiamento non è segno di una perdita della propria fetta di pubblico, ma piuttosto di una fase di transizione che la NBA potrà sfruttare per raggiungere sempre più persone. Le discussioni sui social, i video e le foto, in questo momento storico sono più vivi che mai, ed il vice commissioner Tatum è a conoscenza di questo trend.
“Non sono preoccupato del calo di ascolti subito negli scorsi mesi. Sono anzi entusiasta delle possibilità di coinvolgimento a partire dai social network. Quest’anno sono state registrate più di un miliardo di visualizzazioni sui social, di cui 300 milioni solo da YouTube. Questo dato complessivo è in salita, una crescita del 63% rispetto alla stagione scorsa. Questo fenomeno non coinvolge solo noi, ma anche tutte le massime leghe sportive del mondo”.

