Il calendario difficile e le assenze non perdonano i Brooklyn Nets, che a Dallas contro i Mavs trovano la quarta sconfitta consecutiva nonostante i 45 punti di Kyrie Irving.
Sotto lo sguardo di Dirk Nowitzki, presente all’American Airlines Center, i Mavs senza Kristaps Porzingis mettono in scena una prova di squadra di grande solidità, mandano in doppia cifra ben 7 uomini e rimediano a una brutta serata al tiro di Luka Doncic, che chiude con 7 su 22 al tiro e segna soli due tiri da 2 punti, per 24 punti con 10 rimbalzi e 8 assist.
Kevin Durant dall’altra parte non fa meglio, con 20 punti e 9 rimbalzi ma 7 su 21 dal campo.
Nonostante le polveri bagnate per Durant, Joe Harris e Landry Shamet, a Dallas ne esce una partita equilibrata grazie a Kyrie Irving che attacca il canestro con costanza e tiene in partita dei Nets stanchi. Blake Griffin e un Bruce Brown in leggera ripresa provano a dare qualcosa, ma Brooklyn dipende esclusivamente da Irving in campo. L’ex Cavs e Celtics trova Brown per il 60-57 Nets a fine secondo quarto, Brooklyn raggiunge il massimo vantaggio (68-63) a inizio terzo periodo con una tripla di Harris, ispirata ancora da Kyrie.
Con 5 punti in fila Tim Hardaway Jr (23 punti e 6 rimbalzi) rimette in testa i Mavericks, e nel quarto quarto la panchina di Dallas, con Dwight Powell e Jalen Brunson, ricaccia ancora indietro i Nets prima del rientro in campo di Doncic. Luka gioca un gran finale di partita nonostante le percentuali, attacca il canestro contro Durant e trova Hardaway e Dorian Finney-Smith (17 punti) al tiro da tre punti, la partita finisce 113-109 per Dallas che ora si ritrova sola al quinto posto nella Western Conference (38-28).
Nets-Mavs, per Steve Nash “Queste partite test per noi”
Il quarto KO di fila per i Nets (43-24) coincide con la fine dei sogni di primo posto a Est, con i Sixers lontani ormai 2.5 gare. Senza James Harden il record della squadra non è sufficiente (9-11) e il Barba è atteso per i playoffs. Nel frattempo, a coach Steve Nash non resta che condurre il gruppo attraverso il momento no: “Il primo posto ci farebbe piacere ma non pensiamo sia una priorità. Certo, essere tutti quanti in salute sarebbe meglio, non abbiamo mai avuto tempo per avere tutta la squadra al completo. Per noi queste partite sono un po’ come delle prove, per vedere che cosa abbiamo bisogno di fare per battere le buone squadre, quelle che devono vincere e giocano con grande sforzo contro di noi“.
Kyrie Irving, che ha chiuso con 17 su 31 al tiro e che è tornato a parlare con i media dopo un’altra multa, dice: “E’ un bene per noi fare ora questi test, a volte le cose sono state troppo facili per noi. Oggi? Non abbiamo giocato bene in alcune fasi decisive, non siamo una squadra perfetta e non dobbiamo pensare di esserlo“.

