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Nuggets, contro Toronto quarto KO di fila, Malone: “Siamo soft”

di Michele Gibin

I Denver Nuggets hanno raccolto contro i Toronto Raptors la loro quarta sconfitta di fila, per 125-110 e mostrando i due difetti principali che anche nei momenti migliori della loro stagione, si erano intravisti.

I Raptors hanno controllato la partita sin dal primo quarto in cui hanno segnato 49 punti, e toccando anche il +22 di vantaggio nel secondo quarto. Una reazione di solo orgoglio con Michael Porter Jr aveva riportato sotto Denver (98-95 Toronto) nel terzo periodo prima che la squadra affondasse di nuovo con soli 18 punti segnati nel quarto quarto.

Porter Jr ha segnato alla fine 23 punti, Nikola Jokic ne ha aggiunti 28 con 10 su 13 dal campo ma Denver è stata schiacciata a rimbalzo da Jakob Poeltl, Pascal Siakam e Scottie Barnes, mentre Fred VanVleet ha surclassato Jamal Murray nello scontro diretto, 36 i punti alla fine per il campione NBA 2019 con 8 su 12 da tre.

Per i Nuggets, altro campanello d’allarme, è la terza sconfitta su 4 contro avversarie con un record perdente dopo i KO contro Bulls e Spurs, e contro i Brooklyn Nets domenica. “Ora come ora stiamo giocando con molto relax, come se fosse finita. E invece mancano 13 partite non lo puoi proprio fare”, ha detto coach Michael Malone “Dobbiamo trovare il modo di riprenderci. Forse le vittorie ci hanno reso soft, stiamo andando a velocità di crociera da dicembre, da quando siamo primi a Ovest, ho detto ai ragazzi che ci siamo dimenticati chi siamo. La rimonta? Non avevamo più energie nel quarto quarto“.

I Denver Nuggets hanno due problemi principali

Per una squadra il cui obiettivo è vincere il titolo, e che salvo sorprese finirà comunque prima nella Western Conference, i Denver Nuggets arrivano alle porte dei playoffs con due problemi strutturali principali. Il primo è la difesa, i Nuggets sono oggi 18esimi per defensive rating, e nelle ultime 10 partite addirittura 23esimi. E notizia preoccupante se legata a tale dato, anche l’attacco ha rallentato dopo essere stato per mesi costantemente tra i primi 3 della lega.

Jamal Murray, che è tornato in campo in questa stagione dopo aver saltato per infortunio la parte finale del 2020-21 e per intero l’annata 2021-22, sta vivendo il momento peggiore in attacco. Contro i Raptors ha chiuso con 5 su 18 dal campo e 1 su 8 da tre punti, nelle ultime 10 partite viaggia con il 38% al tiro e il 33.7% da tre, e metà dei suoi tentativi sono tiri da tre punti, addirittura 9.2 a partita. Il canadese si sta guadagnando appena 2.6 tiri liberi a gara in questo intervallo, e sta attaccando il canestro con meno frequenza e decisione. Murray ha avuto di recente alcuni fastidi al ginocchio sinistro, quello infortunato due anni fa, i Nuggets hanno però assicurato che il giocatore “sta bene” e non ci sono timori.

Denver è anche 25esima per punti concessi in area, con 52.9 a partita, e 28esima per punti per possesso concessi in situazione di pick and roll, quando il bloccante tira o passa il pallone a un compagno che tira, con 1.22 punti per possesso subiti, davanti alle sole Atlanta e Orlando. Piccoli segnali di una difesa poco mobile, e il cui centro è Nikola Jokic.

La panchina è il secondo problema strutturale. Alla trade deadline Denver ha ceduto agli LA Clippers Bones Hyland, uomo da oltre 11 punti di media ma il cui feeling con coach Malone non è mai sbocciato, per ragioni difensive. La sua cessione ha inoltre motivazioni salariali, con i Nuggets che a fine stagione dovranno pensare al rinnovo di un giocatore importante come Bruce Brown Jr.

L’addio di Hyland, sostituito in maniera disastrosa fin qui da Reggie Jackson che è persino uscito dalle rotazioni, ha accorciato la panchina di Denver. Oggi il solo Bruce Brown, il vecchio Jeff Green e il rookie Christian Braun hanno minuti. I Nuggets sono 20esimi per punti dalla panchina (33.0) e Malone non si può sostanzialmente permettere di lasciare in panchina contemporaneamente Jokic e Aaron Gordon.

Nel tentativo di trovare energia dalla panchina, Malone ha “fatto fuori” giocatori come DeAndre Jordan, Vlatko Cancar e Ish Smith oltre a Thomas Bryant Jr, arrivato dai Lakers alla deadline in un’altra mossa discutibile, col senno di poi. Jordan, Smith e Bryant sono veterani che alla bisogna potrebbero riprendere il proprio posto in rotazione, e anche Reggie Jackson potrebbe avere una seconda chance. Zeke Nnaji, giocatore apprezzato da Michael Malone per la sua versatilità, si è infortunato e il suo 28% da tre punti in stagione lo rende purtroppo un potenziale problema in ottica playoffs.

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